Meditazione Domenica II Quaresima A - Monastero del Bene Comune

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sabato 28 febbraio 2026

Meditazione Domenica II Quaresima A

 


Ricordiamo davanti a Te

Gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato all’alba di ieri 28 febbraio un massiccio attacco militare contro l’Iran. La Mezzaluna rossa fornisce un primo bilancio dell'attacco: almeno 200 morti e oltre 750 feriti. Colpita anche una scuola elementare.

L’International Institute for Strategic Studies rivela che nel 2025 il budget militare mondiale ha raggiunto un nuovo record, con il Vecchio Continente che aumenta i propri investimenti del 12,6% in un solo anno. Nel 2025 l'Europa ha destinato alla difesa quasi 563 miliardi di dollari, ovvero 100 miliardi in più rispetto all’anno precedente.

Guerra in Sudan, i bambini arruolati a combattere già a 10 anni. Si tratta di piccoli che «sono stati sottoposti a una forma di militarizzazione, cioè sono stati a contatto diretto e sono cresciuti con la guerra, hanno visto le armi, i carri armati, i jet da combattimento, molti hanno perso le loro famiglie o sono stati colpiti loro stessi, quindi sono traumatizzati.

Nel resoconto 2025 l’abuso digitale travolge l’infanzia e viaggia ancora più veloce e subdolo a causa dell’Intelligenza artificiale utilizzata per manipolare immagini. L’Osservatorio dell’Associazione guidata da don Fortunato Di Noto ha rintracciato inoltre, lo scorso anno, 2,5 milioni di contenuti reali tra foto e video. Telegram resta l’app più utilizzata, mentre Nuova Zelanda, Usa e Russia sono tra i Paesi dove il fenomeno è più diffuso. Allarme per i minori in età scolare

L’alluvione dei giorni scorsi che ha colpito lo Stato brasiliano di Minas Gerais, una delle regioni più popolose e industrializzate del Paese, ha provocato la morte di almeno 64 persone, 5 dispersi e poco più di quattromila sfollati. Le intense piogge hanno sommerso interi quartieri di Juiz de Fora, Matias Barbosa e Ubá e distrutto numerose infrastrutture.

Caporalato, La Procura di Milano ha disposto il controllo giudiziario di Deliveroo, estendendo così l’indagine sul caporalato nel settore del food delivery. Dagli accertamenti emerge un quadro definito dagli inquirenti come "stato di bisogno" dei lavoratori che consegnano per la piattaforma. Le verifiche hanno rilevato compensi fino al 90% inferiori rispetto ai minimi previsti dalla contrattazione collettiva e persino al di sotto della soglia di povertà. Secondo la Procura, si tratta di retribuzioni "non proporzionate né alla qualità né alla quantità del lavoro prestato", un elemento che rafforza l'ipotesi di sfruttamento sistemico.

Continua a prenderti cura di noi, o Signore: Kyrie eleison

Aiutaci a riconoscere e a coltivare i semi di speranza

Per Gaza una rete che cura. Quando la solidarietà è un atto collettivo

Presentata mercoledì a Roma la Campagna promossa da ForumSaD, GSI – Italia e Ciss che punta a riunire le Ong italiane per dare nuovo impulso ai progetti umanitari in favore della popolazione palestinese. Il cardinale Pizzaballa a sostegno dell’iniziativa: “Nella Striscia la situazione umanitaria è drammatica”

Ieri 28 febbraio si è svolta a Sezano la Cattedra dei giovani. "La voce dei giovani", durante tutto il giorno due studentesse del liceo "le Marcelline" di Bolzano hanno presentato il loro lavoro ispirato dalla lettura del testo "1984" di Orwell sulle distopie del nostro tempo. Nell'incontro di gruppo e, successivamente, nel laboratorio artistico, i giovani hanno liberamente espresso i loro pensieri e sentimenti su quanto stanno vivendo. I giovani provenivano da alcune scuole di Verona e due di loro avevano già un lavoro. Un piccolo gruppo che non ha esitato a entrare subito in amicizia!
Per la bontà che abita nei cuori e per coloro che si dedicano alla causa del bene: A te la lode e la Gloria, O Signore: - Misericordias



Gen 12,1-4a 2Tm 1,8b-10

Mt 17,1-9

1Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello

e li condusse in disparte, su un alto monte.

2E fu trasfigurato davanti a loro:

il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce.

3Ed ecco, apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.

4Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù:

«Signore, è bello per noi essere qui!

Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia».

5Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra.

Ed ecco una voce dalla nube che diceva:

«Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo».

6All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore.

7Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete».

8Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo.

9Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro:

«Non parlate a nessuno di questa visione,

prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti».


***


Nell’episodio della trasfigurazione possiamo intravvedere un itinerario di crescita da parte dei discepoli. Essi sono rappresentati sulla via che va da Cesarea di Filippo a Gerusalemme e in questo cammino devono affrontare le nuove sfide che Gesù-maestro presenta loro.


Distinguo tre tappe, che possono ben rappresentare anche le alterne fasi della nostra esistenza e della nostra relazione di fede e fiducia con Gesù: la salita al monte, l’esperienza sul monte e la discesa.


Prima di questo episodio, i discepoli avevano già scoperto e capito che Gesù era il Messia atteso. Pietro l’aveva proclamato ufficialmente all’inizio del cammino: ‘Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente!’ (Matteo 16,16). Sicuramente era stato preso dall’entusiasmo e, probabilmente senza essere totalmente conscio di quello che stava dicendo, aveva proclamato la verità. Sicuramente non aveva capito tutta la portata di quell’affermazione: aveva visto e udito, insieme con gli altri, come Gesù portasse un messaggio nuovo (diverso da quello degli scribi del tempo), come compisse segni e miracoli molto significativi (guariva i malati, dava il pane a chi aveva fame e donava il perdono in nome di Dio), come fosse un uomo dotato, uno che sarebbe diventato un grande della storia, degno di assumere il ruolo di guida in Israele, come fosse generoso nel dare e nel fare il bene. Ultimamente però c’era in lui qualcosa che stonava con le aspettative dei discepoli: parlava di sofferenza, sacrificio, fallimento, persecuzione, morte… Parlava anche di risurrezione, è vero, ma questo significava che prima bisognava morire. Le relazioni con lui stavano diventando problematiche.


In questo contesto di preoccupata sequela avviene l’episodio sul monte. Qui i discepoli ricevono una visione nuova di come stanno le cose: Gesù appare diverso, ha cambiato aspetto e lo si può vedere in una luce inaspettata. Matteo fa fatica a raccontare cosa accadde esattamente: parla di una nube luminosa, qualcosa di simile a ciò che è raccontato riguardo al cammino di Israele nel deserto. È un mistero che, da una parte, abbaglia e dall’altra protegge, in parte fa paura e in parte attira. Poi c’è quella voce altrettanto misteriosa che colpisce inaspettatamente i discepoli, facendo loro comprendere chi sia in realtà Gesù… come se non lo sapessero! C’è qualche cosa di divino in lui e questo è bello: allora si vuole rimanere lì, fare tre capanne (non tre case!) per rimanere temporaneamente in quella bellezza contemplata e sperimentata. Far diventare quest’esperienza un paradiso artificiale in cui tutti i problemi d’un tratto sono messi da parte, dimenticati. Qui c’è la vicinanza di Dio, qui c’è il rapporto profondo con lui.


Poi improvvisamente – e siamo nella terza fase – tutto scompare e rimane il Gesù ordinario, da sempre conosciuto, il quale li tocca e li fa alzare per rimettersi in cammino. Mosè ed Elia, i grandi di Israele, sono scomparsi, la nube non c’è più, non si vede nessuna luce speciale. La ‘visione’ (non lo ‘spettacolo’) li ha però toccati nel profondo. Quel volto normale è un volto divino: c’è la presenza di Dio il quel Gesù di Nazareth.


Sembra però che alla fine i discepoli non abbiano imparato gran ché. Il venerdì santo vedranno quello stesso volto sfigurato dalle sofferenze e dalla violenza inflitta su di lui, non lo riconosceranno e fuggiranno. Dovranno attendere la seconda trasfigurazione – quella della risurrezione – per comprendere e cambiare il loro modo di pensare e credere veramente in lui.


Se le nostre trasfigurazioni, cioè le profonde esperienze spirituali che noi facciamo, non ci portano ad andare incontro al volto di Cristo sfigurato nei fratelli e sorelle che soffrono, difficilmente potranno essere momenti significativi che ci fanno crescere come persone e come discepoli. Saranno solo dei paradisi artificiali che ci sottraggono dalla realtà e dalla capacità di contemplare l’azione di Dio presente nella nostra vita di ogni giorno sotto i segni dell’ordinarietà e della sofferenza.


Dal Sal 32 (33)


Retta è la parola del Signore

e fedele ogni sua opera.

Egli ama la giustizia e il diritto;

dell'amore del Signore è piena la terra.


Ecco, l'occhio del Signore è su chi lo teme,

su chi spera nel suo amore,

per liberarlo dalla morte

e nutrirlo in tempo di fame.


L'anima nostra attende il Signore:

egli è nostro aiuto e nostro scudo.

Su di noi sia il tuo amore, Signore,

come da te noi speriamo.

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