Meditazione Domenica XI T.O. - Monastero del Bene Comune

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sabato 13 giugno 2026

Meditazione Domenica XI T.O.

 


Ricordiamo davanti a Te

Taybeh, nuovo attacco dei coloni contro i residenti palestinesi. Roghi e spari nel villaggio della Cisgiordania interamente cristiano. Il parroco, padre Bashar Fawadleh ha raccontato l’episodio denunciando violenze fisiche a danno dei palestinesi che vivono nei territori occupati e lanciato un appello alla Comunità internazionale per garantire la protezione della popolazione e il diritto a vivere in pace e sicurezza

Repubblica Democratica del Congo. Duemilacinquecento medici e operatori sanitari del settore pubblico sono scesi in sciopero.L'Organizzazione Mondiale della Sanità dichiara l'allerta massima per l'Ebola.

Collasso del sistema sanitario, attacchi delle milizie e il ceppo di Bundibugyo ancora senza vaccino: l'est della Repubblica Democratica del Congo diventa una polveriera epidemiologica mentre i contagi continuano ad estendersi così come il bilancio dei morti.

Povertà, guerre e sfruttamento: milioni di bambini continuano a lavorare. Nonostante una riduzione significativa negli ultimi venticinque anni, il lavoro minorile continua a riguardare 138 milioni di bambini nel mondo, 54 milioni dei quali in condizioni pericolose. Gianni Rosas, Direttore dell’Ufficio OIL per l’Italia e San Marino, analizza cause e rimedi

Nel silenzio assordante della politica globale — mentre le conferenze internazionali si moltiplicano e le dichiarazioni di principio si accumulano senza tradursi in soluzioni concrete — esiste un’altra geografia del mondo: quella dello sfollamento umano. Secondo il Norwegian Refugee Council, le crisi di sfollamento più trascurate al mondo non sono disperse casualmente sul pianeta: seguono una traiettoria precisa, crudele e ripetitiva, guidata dal Sudan, seguito dalla Repubblica Democratica del Congo e dalla Colombia. Una drammatica gerarchia dell’indifferenza globale.

Migranti, ennesima strage in mare al largo dell'isola di Malta. Sono almeno 10 i corpi recuperati in mare dalle autorità della guardia costiera italiana dopo un naufragio nel Mediterraneo. Altre 48 persone sono invece state tratte in salvo. Decine di migranti portati in salvo a Carrara e a Crotone nel corso del fine settimana

Continua a prenderti cura di noi, o Signore: Kyrie eleison

Aiutaci a riconoscere e a coltivare i semi di speranza

“Fermatevi! Convertitevi!”. Il grido di Papa Leone dalla Plaza del Cristo de La Laguna di Tenerife. Il Successore di Pietro, che nei due giorni finali del viaggio in Spagna, con le tappe a Gran Canaria e Tenerife, ha voluto portare a compimento il desiderio di un viaggio espresso da Papa Francesco, ha ammonito: il denaro strappato a questi fratelli poveri non darà pace, né onore, né futuro. Al porto di Arguineguín, a Las Palmas de Gran Canaria, il Papa si è inchinato davanti alla dignità dei migranti, ricordando che non sono “numeri né fascicoli” ma “persone con una famiglia e una casa che vi siete lasciata alle spalle, con sogni che nessuno ha il diritto di disprezzare”. E affermando chiaramente che la loro vita “deve essere protetta”.

Leone XIV guarda alla Sagrada Família anche per denunciare i mali e le incoerenze attuali. «Non possiamo credere in Gesù e fare guerra – ammonisce –. Non possiamo credere in Gesù e uccidere l’innocente. Non possiamo credere in Gesù e abbandonare chi soffre, chi piange, chi fugge dalla miseria»

Per la bontà che abita nei cuori e per coloro che si dedicano alla causa del bene: A te la lode e la Gloria, O Signore: -


Es 19,2-6a 1Cor 10,16-17

Mt 9,36 – 10,8

[Gesù,] vedendo le folle, ne sentì compassione,

perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore.

Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai!

Pregate, dunque, il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!».

Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli

e guarire ogni malattia e ogni infermità.

I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello;

Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo;

Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo;

Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì.

Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro:

«Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani;

rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele.

Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino.

Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni.

Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date!».


***

Questi versetti costituiscono l’inizio di una lunga istruzione data da Gesù ai Dodici discepoli e riguardante l’attività di evangelizzazione che sono invitati a compiere seguendo il suo stesso esempio. L’evangelista ha già descritto in dettaglio nei capitoli dal 5 al 9 cosa egli ha detto e fatto, sia con il ‘Discorso della montagna’ (capitoli 5 – 7) che con il racconto dei suoi prodigi (capitoli 8 – 9).

le folle…erano stanche e sfinite’. Gesù innanzitutto nota le necessità del suo popolo e ne sente compassione: è dal suo cuore che nasce il desiderio della missione. Questo significa che ogni attività di evangelizzazione non può essere una semplice strategia per fare adepti, ma costituisce una risposta concreta alle esigenze più profonde dell’umanità. Ai dodici discepoli più vicini a lui poi raccomanda la preghiera come priorità, condividendo con loro anche le sue capacità terapeutiche (10,1).

L’evangelista elenca i dodici nomi (10,2-4) di coloro che da discepoli divengono ‘apostoli’, termine che significa ‘inviati’. Il numero dodici nella Bibbia simboleggia normalmente l’intero popolo dei credenti (le dodici tribù di Israele): questo significa che tutti i discepoli e discepole sono chiamati ad essere ‘inviati’ ad evangelizzare, anche se in modi e stili diversi.

Non andate fra i pagani…’. Al lettore e lettrice di oggi suscita meraviglia il divieto di contattare i non credenti e gli ‘eretici’ del tempo (ossia i samaritani): questa restrizione di campo missionario sembra invalidare il carattere universale della Buona Novella di Gesù. In realtà, questo invio dei Dodici è pensato solo come il primo passo dell’evangelizzazione e come una forma di apprendistato per loro, che per il momento devono prendersi particolare cura dei credenti dispersi (le ‘pecore perdute della casa di Israele’). È la preparazione per la grande missione a tutti i popoli, che sarà realizzata solo dopo la risurrezione di Gesù, evento essenziale del messaggio cristiano (vedi Matteo 28,16-20).

Strada facendo…’. Gesù prosegue chiarificando il contenuto della missione, che consiste nel manifestare la presenza di Dio, il suo operato e il suo progetto (ossia il suo ‘Regno’). La finalità dell’opera missionaria consiste nell’aiutare le persone a cambiare e migliorare la loro vita, perché la predicazione non è semplice comunicazione di verità, ma di un’effettiva possibilità per ottenere un’esistenza liberata dal male.

Guarite…’. La vittoria sul male è poi esplicitata da una serie di quattro prodigi che Gesù stesso ha compiuto (vedi capp. 8 – 9) e che i discepoli possono attuare, grazie al potere che egli ha condiviso con loro. Sono azioni di misericordia verso i bisognosi: i malati in generale; le persone prive di vita vera secondo la mentalità semitica del tempo (non solo i defunti in senso stretto); i ‘lebbrosi’, ossia chi è affetto da una malattia che provoca l’esclusione sociale; e gli indemoniati (v. 8a).

Questa esortazione è strutturata in un perfetto parallelismo di quattro frasi all’imperativo: si tratta di quella che viene normalmente denominata ‘prosa artistica’ e che viene espressa con un evidente tocco poetico, creato anche per fini istruttivi e mnemonici, ossia per rimanere più facilmente nella memoria degli ascoltatori come un principio pratico di azione. Gesù amava questo modo di esprimersi (vedi le ‘beatitudini’, per esempio) e l’ha usato in diverse occasioni; all’evangelista è piaciuto in modo particolare e lo ha inserito nel suo scritto, perché chi legge ricordi con facilità queste quattro ‘opere di misericordia’ (vedi anche Matteo 25,31-46).

Che l’insegnamento di questo versetto abbia un carattere tipicamente simbolico, è chiaro dal contesto: le quattro categorie riassumono i bisogni estremi di un’umanità fragile e sofferente per i mali fisici e spirituali che Gesù ha combattuto durante tutta la sua attività messianica. I discepoli sono invitati a imitarlo, in quanto essi sono gli ‘araldi’ di Gesù, i suoi testimoni in parole e opere (vedi Matteo 10,40). Gesù usa qui questa immagine, sottolineando però che essi non possono usare delle prerogative ricevute per proprio interesse o a proprio vantaggio e non devono richiedere alcun compenso per le loro attività (‘gratuitamente…’ - v. 8b), se non il necessario per vivere (‘chi lavora ha diritto al suo nutrimento’ – 10,9 ). Così si manifestano la generosità e la gratuità di Dio.


Dal Sal 99 (100)

Acclamate il Signore, voi tutti della terra,

servite il Signore nella gioia,

presentatevi a lui con esultanza.

Riconoscete che solo il Signore è Dio:

egli ci ha fatti e noi siamo suoi,

suo popolo e gregge del suo pascolo.

Buono è il Signore,

il suo amore è per sempre,

la sua fedeltà di generazione in generazione.




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