Ricordiamo davanti a Te
Cisgiordania, assedio a Qusra: palestinesi senza acqua né cibo. Evacuati attivisti italiani. Il villaggio vicino a Nablus, continua ad essere bloccato dai coloni israeliani. Cinque persone, in solidarietà con i residenti, sono state allontanate dalle forze di sicurezza. i coloni arruolati nei battaglioni di difesa territoriale, pur essendo formalmente subordinati all’esercito, utilizzino le. operazioni dell’IDF per alimentare attivamente le tensioni con i palestinesi
A Gaza, i corpi delle donne non resistono più: triplicati gli aborti spontanei. «È un dolore che non andrà mai via», racconta Fathya Dardouna, 27 anni. Ha perso un bambino, poi ha visto morire il figlio nato prematuro: «Gli ospedali non avevano più i farmaci per curarlo». Aborti spontanei, parti prematuri, neonati che non sopravvivono. I dati del ministero della Salute della Striscia, dell’Onu e dei partner per l’assistenza umanitaria sul terreno testimoniano l’impatto pesante della guerra sulle madri gazawi. In sei mesi, tra gennaio e giugno 2026, a Gaza sono stati oltre 3.950 i casi di aborto spontaneo registrati nel Bayan
Colera, epidemia in Africa
centro-occidentale, l'allarme di Unicef
Sei Paesi alle prese con
focolai in rapida espansione. In Nigeria oltre 50 mila casi
dall’inizio dell’anno, mentre nella Repubblica Democratica del
Congo si registra il numero più alto di vittime. Particolarmente
esposti i minori. L’Unicef chiede 15 milioni di dollari per
rafforzare gli interventi nei prossimi sei mesi
Colombia, sono più di 260 i morti per il terremoto e oltre 11 mila le case distrutte. Il presidente Abelardo de la Espriella ha dichiarato lo stato di emergenza economica per istituire un fondo speciale e avviare la ricostruzione, mentre continuano senza sosta le operazioni di soccorso con il supporto della comunità internazionale e prosegue l’arrivo degli aiuti umanitari
Osservatorio diritti umani Cuba,
la povertà estrema è al 94%
Otto persone su dieci hanno saltato
almeno un pasto per mancanza di cibo o denaro. Il rapporto
rileva che il 21% della popolazione vive in condizioni di insicurezza
abitativa e che il 7% delle abitazioni sarebbe a rischio crollo.
Continua a prenderti cura di noi, o Signore: Kyrie eleison
Aiutaci a riconoscere e a coltivare i semi di speranza
In
Cisgiordania i
campi estivi delle comboniane, in difesa dei diritti dei più
piccoli
Si sono concluse nei giorni scorsi le attività
organizzate dalle religiose per i bambini dei villaggi beduini del
deserto della Giudea, a est di Gerusalemme. Per oltre un mese i più
giovani, tutti di religione musulmana, hanno potuto vivere, insieme,
momenti di gioco e di svago. “Di questi tempi così difficili, è
importante creare uno spazio in cui possano divertirsi e sentirsi
valorizzati”
Il sindaco di Spotorno (Savona) ha applicato la legge.portandoo le spiagge libere dal 3,5% al 40%. Ha attrezzato le spiagge con bagnini. docce e illuminazione.Ha Restituito il mare alla comunità Il mare è di tutti. Spotorno ha vinto la bandiera blu."Quando parliamo di litorale non stiamo parlando solo di lettini, ombrelloni. ... stiamo parlando del rapporto tra una comunità e il suo mare, di un bene di tutti che non può essere trattato come se fosse disponibile solo per chi lo sfrutta economicamente".
Per la bontà che abita nei cuori e per coloro che si dedicano
alla causa del bene: A te la lode e la Gloria, O Signore.
Is 56,1.6-7 Rm 1,13-15.29-32
Mt 15,21-28
21Partito di là, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidone.
22Ed ecco, una donna cananea, che veniva da quella regione, si mise a gridare:
«Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio».
23Ma egli non le rivolse neppure una parola.
Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono:
«Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!».
24Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele».
25Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!».
26Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini».
27«È vero, Signore – disse la donna –,
eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni».
28Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri».
E da quell’istante sua figlia fu guarita.
***
Il vangelo di questa domenica è il racconto di un incontro-scontro tra Gesù e una donna libanese nella parte sud del Paese dei cedri. Un episodio che ci appare strano e ci lascia perplessi: una donna ‘pagana’ riesce a far cambiare parere a Gesù. Ma ciò che ci infastidisce è soprattutto quella frase di Gesù nei suoi confronti, che sembra paragonare i non-credenti nel Dio di Israele ai cani. Come mai gli evangelisti Matteo e Marco registrano questo episodio, pur sapendo che le comunità per cui scrivevano erano composte da credenti provenienti sia dal giudaismo che dall’ambiente ‘pagano’ del tempo? Non credo volessero descriverci un Gesù ‘razzista’ o ‘misogino’! Penso invece che occorra fare alcune precisazioni, leggendo attentamente il testo.
Innanzitutto, Gesù non parla di ‘cani’, ma di ‘cagnolini’, ossia cuccioli, e di bambini. È un’immagine che rappresenta la semplicità della vita domestica, ma che contiene anche l’implicita condanna di un comportamento considerato assurdo: togliere il cibo ai figli e far soffrire loro la fame per nutrire gli animali. Ciò in positivo significa che nella vita reale occorrono priorità cui non si può eludere. Bisogna fare una distinzione e una scelta tra le cose più importanti e quelle meno necessarie. Gesù ha già espresso ai suoi discepoli le sue priorità: le ‘pecore perdute della casa di Israele’. Anche questa è un’immagine di animali che nel vangelo di Matteo rappresentano i poveri, i disperati, i peccatori, i malati, cioè persone ai margini della società, di cui le persone che ‘contavano’ in Israele normalmente non si davano cura.
La donna, nella sua arguzia, prende la metafora dei bambini e dei cagnolini e la sviluppa a suo favore, dicendo una cosa molto bella: ‘c’è il pane e ci sono le briciole!’. Ci sono le priorità che lei non vuole mettere in discussione, ma ci sono anche le situazioni eccezionali che hanno bisogno di attenzione. In altre parole, lei non vuole il pane dei bambini, ma le basta una briciola, anche perché, in fondo in fondo, il pane è fatto di briciole. Non vuole che Gesù cambi il suo programma e le sue scelte, ma che il suo piccolo problema rientri nel programma. E Gesù definisce questo atteggiamento ‘fede grande’. È una fede che in questo caso si esprime in una forma di preghiera (e diventa insegnamento per noi).
La donna non pretende, ma chiede con insistenza, pur considerando il suo problema solo una ‘briciola’ nel grande ‘pane’ di Dio. Quando poi vede la sua richiesta inascoltata, non si offende, non si abbatte e non desiste, ma chiarifica ulteriormente la sua domanda. In altre parole, ‘lotta’ con Gesù, perché il suo è un bisogno autentico, che non riguarda solo e principalmente sé stessa, ma la figlia amata che si trova in gravi difficoltà. È una richiesta di aiuto che implica la voglia di costruire una relazione di amicizia nel pieno rispetto della libertà altrui.
La cananea ci offre un’occasione buona per ripensare alle nostre relazioni con Dio e con gli altri. È pur vero che noi a volte ci poniamo davanti a Dio o a Gesù Cristo con la mentalità di chi pretende: ma Dio non è un imprenditore e la nostra preghiera non può essere una discussione per ottenere un salario migliore. Mettersi davanti a Dio e agli altri in verità, sincerità e disponibilità cambiare atteggiamenti e comportamenti: questo è ciò che la donna libanese oggi ci insegna.
Commento al Vangelo a cura di Stefano Senaldi
Dal Sal 66 (679)
Dio abbia pietà di noi e ci benedica,
su di noi faccia splendere il suo volto;
perché si conosca sulla terra la tua via,
la tua salvezza fra tutte le genti.
Gioiscano le nazioni e si rallegrino,
perché tu giudichi i popoli con rettitudine,
governi le nazioni sulla terra.
Ti lodino i popoli, o Dio,
ti lodino i popoli tutti.
Ci benedica Dio e lo temano
tutti i confini della terra. .
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