L'Associazione Monastero del Bene Comune
è nata nel luglio 2009 presso l'antico monastero di Sezano, da un gruppo di persone che hanno a cuore la promozione della convivenza umana nella “città del vivere insieme”.

"L'umanità non è semplicemente l'insieme degli esseri umani, ma sono gli esseri umani che vivono insieme" (Riccardo Petrella).


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Una comunità Ue per l'acqua

di Riccardo Petrella
Salvare i cittadini e la res publica dell'Europa dai suoi presunti salvatori, rigettando ogni rito sacrificale. Per una nuova comunità europea dei beni comuni, della giustizia vera, della libertà reale e della democrazia effettiva. L'importanza della rete dei comuni delineata a Napoli
L'Europa degli ultimi trentanni creata dal capitalismo di mercato finanziario globale ha demolito il welfare, ha distrutto il vivere insieme, ha spappolato lo Stato. Non ha senso salvare un sistema monetario fondato su una moneta unica, l'euro, cui hanno aderito solo 17 paesi dei 27 che compongono l'Unione europea. Gli altri dieci paesi che hanno deliberatamente deciso di restare fuori dell'euro ( e non sono tra i "minori": Ungheria, Regno Unito, Polonia, Danimarca, Svezia....) l'hanno fatto non per motivi economici ma perché non volevano, né vogliono ancora oggi, alcuna forma di integrazione politica sovranazionale europea. Questa situazione in sé potrebbe essere recuperabile. Così non è per la stessa ragione per la quale non si deve salvare l'euro attuale.
Cos’é l’euro ?

Lungi dall'aver condotto alla creazione di un potere politico pubblico europeo integrato, come assunto e proclamato dai suoi fautori, l'euro ha indebolito strutturalmente tale creazione. Gli stati che hanno dato vita all'euro hanno preferito affidare il potere monetario ad un nuovo organismo esterno all'Ue: la Banca centrale europea (Bce), politicamente indipendente dalle istituzioni europee, Parlamento europeo compreso. La Bce è l'unica banca centrale al mondo cui gli stessi poteri pubblici hanno attribuito formalmente uno statuto di indipendenza politica!
Questo ha creato due situazioni nuove intollerabili. In primo luogo, la politica monetaria è stata tolta ai poteri europei nazionali per cui nessuno Stato membro dell'Ue, né l'Ue nel suo insieme, possiede più il potere di battere moneta se non a titolo puramente formale. Il che significa che non controllano più la massa monetaria messa in circolazione (salvo quando sono obbligati dai mercati in perdizione a creare migliaia di miliardi di dollari o di euro per salvare i soggetti finanziari che hanno creato le crisi, ricapitalizzzando le banche a spese poi di tutti i cittadini), né la velocità della moneta. Altrimenti detto, il potere monetario europeo formalmente rappresentato dalla Bce testimonia della sparizione di ogni carattere democratico del sistema politico istituzionale dell'Ue. Chi ha il potere di creazione e di controllo della moneta? Con questo interrogativo, veniamo alla seconda situazione.
Salvare questo euro significa sacrificare la democrazia ed i cittadini.
Nell'ingegneria monetaria europea attuale, tale potere non lo ha, de facto, nemmeno la Bce perché essa dichiara esplicitamente che non le appartiene di fissare il costo del capitale, cioé il tasso d'interesse. Essa considera che tocca ai mercati finanziari di determinarlo. Alla Bce sta il compito d'intervenire in reazione ai tassi di interesse fissati dai mercati: aumentandoli (elevando il costo del capitale per raffreddare l'eventuale eccessiva ebollizione dell'economia), abbassandoli (rendendo più attraente la domanda di capitale nel caso di un'economia in stagnazione o infreddolita). Questo spiega perché, in finale, tutti gli Stati ed i poteri pubblici europei, Bce compresa, e tutti i grandi attori politici, compresi i partiti politici anche di sinistra, aspettano sempre più con ansia e serietà di conoscere la reazione dei mercati finanziari, si preooccupano di rassicurare i mercati, di convincere i mercati ed in particolare le società di notazione (i famosi produtttori di rating), di sottomettere la credibilità delle loro scelte al giudizio dei mercati, ecc. Non abbiamo mai visto, in questi ultimi dieci anni, una simile preoccupazione espressa nei confronti del Parlamento europeo. Nessuno si preoccupa di conoscere le sue reazioni, di sapere il suo giudizio. In realtà, in questo campo, contano di più la borsa di Londra o un grande fondo di investimento speculativo come il Kkr o i fondi di Soros o Buffet che il Parlamento europeo dove sono rappresentati, a seguito di elezioni dirette universali, più di 500 milioni di cittadini europei.
In siffatte condizioni, perché dovremmo salvare questo euro e quest'Europa? Non ha senso salvare il sistema capitalista manifestamente allo sbaraglio ed autorizzarlo ad andare ancor più oltre nella sua opera di demolizione integrale delle società europee e del potere politico pubblico europeo e mondiale democratico. Il sistema capitalista «che ha vinto» (come affermavano dopo la caduta dell'Urss), ha desertificato la civitas, devitalizzato le collettività locali rendendole succubi del mercato di capitali privati internazionali, ha mercificato e privatizzato le città. Le banche ed i megacentri commerciali hanno messo «le mani sulla città».
I gruppi sociali oggi al potere che hanno generato le crisi degli ultimi venti anni vogliono salvare l'euro e, dicono, l'Europa. Tutti sappiamo che vogliono principalmente salvare il loro «sistema di potere e di ricchezza». A questo fine chiedono «sacrifici» ai cittadini. Il metodo sacrificale - la guerra ne è una forma estrema, ma la riduzione drastica della spesa pubblica sociale e l'aumento antisociale della disoccupazione non sono forme meno gravi e drammatiche - è sempre stato adottato nel passato dai gruppi dominanti dei regimi ingiusti in crisi. Il rito sacrificale appartiene all'inciviltà.
Ri-inventare  la « comunità »
La storia ci dice che è proprio nei momenti più gravi che la saggezza ed il realismo consistono nel compiere salti di epoca, mutamenti di prospettiva. Ri-inventare la «comunità», dal livello delle collettività locali al livello europeo, creando nuove condizioni e nuove forme di vivere insieme partendo dalla ricostruzione dei beni comuni, fa parte di questi salti epocali e di mutamento di prospettiva. Cominciare sul percorso delineato dal sindaco di Napoli, la rete dei comuni per i beni comuni, insieme ai vari movimenti della società civile impegnati in favore di un'altra società, un'altra città, un'altra Europa, di un'altra acqua, mi sembra non solo possibile, ma essenziale ed urgente.
Non è tempo di difendere le proprie proposte ma di far avanzare quelle che permettono di ottenere il salto, i mutamenti necessari. Che peccato sarebbe se, ancora una volta, quelli che dicono di battersi per il cambiamento restassero divisi, e quindi inefficaci, perché si sono battuti solo per il cambiamento da "loro" proposto o per giocare il ruolo di soggetto politico da loro pensato.
Una « comunità a partire dall’acqua come base per un’Europa dei beni comuni
Partire dai comuni e dai beni comuni è più che urgente perché, se prendiamo l'esempio dell'acqua, i gruppi sociali dominanti, responsabili della crisi, sono già in situazione molto avanzata nella loro strategia di controllo della gestione della politica europea dell'acqua, polverizzando così ogni ruolo reale partecipato delle collettività locali e dei cittadini.
Sto facendo riferimento a due processi in corso.
Il primo è quello della definizione ed approvazione del Bueprint for Europe's Waters, il documento politico, sorta di "Libro bianco europeo dell'acqua", in corso di elaborazione da parte della Commissione europea , destinato a diventare la "Bibbia" di base della nuova politica europea dell'acqua per il periodo 2016-2030. Attualmente oggetto di una densa serie di incontri, esami e valutazione da parte dei cosidetti stakeholders ("portatori d'interesse", cioè tutti i settori industriali, commerciali, amministrativi, professionali dell'acqua fra i quali spiccono le centinaia di associazioni di categoria, federazioni di imprese ed organismi professionali del mondo imprenditoriale ed economico). Se il Blueprint dovesse essere approvato nelle grandi linee attuali, la mercificazione e monetizzazione dell'acqua, così come la privatizzazione e l'internazionalizzazione dei mercati dei servizi idrici diventerà un fatto certo anche in Europa.
Il secondo processo, in stretta relazione al primo, è quello messo in opera dall'European Water Partnership (Ewp) l'organizzazione europea della Global Water Partnership, creata dal Consiglio mondiale dell'acqua, fondatore anche del Forum mondiale dell'acqua. Organismi tutti generati dalle grandi imprese multinazionali private dell'acqua con la complicità di tanti governi ed istituzioni pubbliche favorevoli alla privatizzazione del settore. La Ewp ha lanciato alcuni mesi fa la European Water Stewardship (Ews). Come precisato dal titolo, l'intenzione è di creare le condizioni e gli strumenti per giungere nel 2014 (l'anno prima della revisione della Direttiva quadro europea sull'acqua del 2000) alla messa in opera di una gestione (decisione, controllo, valutazione) della politica europea dell'acqua affidata all'insieme degli stakeholders secondo il meccanismo dell'Ews. Attualmente fanno parte dello Steering Committee dell'European Water Sterwardship imprese produttrici di acqua e dei servizi idrici, imprese grandi utilizzzatrici d'acqua come la Coca-Cola, organismi quali il Wwf e, perfino, la Commissione europea ridotta ad uno stakeholder. Se la Ews dovesse concludersi positivamente, addio politica europea, nazionale e locale dell'acqua pubblica, partecipata, giusta (salvo eccezioni).
Vi è quindi grande urgenza di controffensive. Spero che molte città e comuni aderiranno all'iniziativa di Napoli. Un appuntamento importante europeo per avanzare rapidamente avrà luogo il 15 marzo prossimo a Aubagne, una cittadina dei dintorni di Marsiglia che da anni gioca un ruolo stimolatore e innovatore nel campo dei servizi pubbici comuni locali. Si tratta di un forum sui beni comuni organizzato dal Forum delle autorità locali ed altri organismi federativi di comuni e città, in occasione del Forum alternativo mondiale dell'Acqua. Il 15 marzo è prevista, per l'appunto, la discussione di un progetto per una Unione dei cittadini europei. Verso una Comunità europea dell'acqua. Sono centinaia e centinaia in Europa i comuni e le città che stanno tentando di agire e reagire. Lo stesso dicasi delle imprese pubbliche dell'acqua e delle migliaia di comitati di base per i beni comuni. Il terreno è fertile, c'é bisogno di nuovi «agricoltori» e «giardinieri».
Benvenuti.
(tratto da “il manifesto” del 16 dicembre 2011)
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Scuola Itinerante

L'ECONOMIA DEI BENI COMUNI.
E’ possibile costruire una “eco-nomia” fondata sui beni comuni?
Tempo di conoscere per agire

14/12/'13 Sezano .
Cosa si intende per "beni comuni", "beni comuni pubblici" e per "economia dei beni comuni", elementi teorici e dall'esperienza collettiva sociale storica.
> I beni comuni. I nodi da sciogliere. (11.07.2014) > vedi

Info programma qui > Per iscrizioni scrivere a monasterodelbenecomune@gmail.com

18/01/'14 Sezano . "Cos'è il valore? Teorie e politiche, per comprendere i fondamenti della ricchezza/povertà e delle inuguaglianze"



“Dopo le elezioni europee: criticità, sfide e proposte”

Il denaro non può determinare il valore del tempo, del lavoro, della felicità, della conoscenza, dell'acqua. Quando questo succede il tempo, il lavoro, la felicità, la conoscenza, l'acqua muoiono.

Incontro del 28.06.2014 - Sezano (Verona)
- "Le tre criticità maggiori" nella prospettiva di influenzare la definizione delle priorità dell'Agenda politica europea
- "Le sfide principali per la Sinistra europea" in una prospettiva europea-mondiale e locale-nazionale italiana
- "Prime proposte di azioni prioritarie" per semestre italiano UE / Agenda europea 2014-2016
Sintesi dei risultati salienti a cura di Riccardo Petrella (vedi)
Contributi di integrazione

CAMPAGNA STOP TTIP ITALIA

La Campagna Stop TTIP Italia nasce a febbraio 2014 per coordinare organizzazioni, reti, realtà e territori che si oppongono all’approvazione del Trattato di Partenariato Transatlantico su commercio e Investimenti (TTIP)

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> con i piedi per terra

PIERLUIGI DI PIAZZA

"Il mio nemico è l'indifferenza"
essere cristiani nel tempo del grande esodo
Ed. Laterza
Video (1)(2)(3)(4)(5)(6)
Domenica 5 giugno ore 17.00
Monastero Stimmatini Sezano
Paolo Bertezzolo in dialogo con Pierluigi Di Piazza
"Non ci si può dichiarare cristiani e prendere parte alle ingiustizie, professare il razzismo, accettare la discriminazione di omosessuali, nomadi, carcerati, migranti. Non ci si può dichiarare cristiani ed essere complici della distruzione e dell'usurpazione dell'ambiente. Non ci si può dichiarare cristiani aderendo solo a parole al nuovo corso di papa Francesco, perpetuando nei fatti l'antico vizio di strumentalizzare Dio senza voler cambiare nulla. "

Le parole delle donne

2-3-4 gennaio 2016
Presentazione di Silvano Nicoletto
Anna Maria Bigon (parte 1)-(parte 2)-(Premio Comuni Virtuosi)
Donata Gottardi (parte 1)-(parte 2)
Loredana Dal Corso (Prologo)-(parte 1)-(parte 2)-(parte 3)-(parte 4)
Rita Giaretta (Lettera)-(parte 1)-(parte 2)
Susanna Caniato (prologo)-(parte 1)

DIALOGUES AFRICA@EUROPA.IT

"Quando (bianchi, neri,indiani e meticci) ci liberiamo dalle nostre paure, la nostra presenza libera automaticamente tutti gli altri." (Nelson Mandela)
Manifesto dei dialoghi
l'Africa e l'Europa per un destino comune
temi: la cooperazione internazionale, il fenomeno della corruzione, il fenomeno migratorio dentro la relazione Africa- Europa, i corridoi umanitari, il problema dell'infanzia, sfruttamento delle risorse, la desertificazione, e deforestazione, agricoltura per la comunità e per l'esportazione (caffè, cacao, cotone, ...), il furto della terra e dell'acqua, dall'istruzione all'educazione, la volorizzazione dei talenti, la questione giovanile, la politica estera degli stati, conflitti e armamenti, la tratta e le nuove schiavitù, le donne e la comunità, mondo rurale e mondo urbano, le migrazioni climatiche....

Seminario sul pensiero di R.Panikkar

Pace
seminario con Maciej Bielawski
Monastero di Sezano
2014 -18 ott,
29 nov,
20 dic,
2015 - 17 gen, 28 feb, 21 mar, 11 apr, 23 mag, 13 giu
info e iscrizioni: monasterodelbenecomune@gmail.com
t. 3472256997


Eco-logia Forum

"Malcesine" - affresco di Maciej Bielawski

La semplice eco-logia non basta. C’è bisogno anche di un dialogo con la terra. Ho chiamato ecosofia questo atteggiamento di dialogo. La terra non è un mero oggetto, è anche un soggetto, un Tu per noi, con cui dobbiamo imparare a entrare in dialogo. Così potremo scoprire che ecosofia ha un certo ruolo rivelatorio. Il nostro dialogo con la terra può rivelare come stanno le cose”. (R.Panikkar)

Alla ricerca di una cultura ecologica per il nostro territorio”

con Maciej Bielawski, Francesca Bragaja e Cristina Stevanoni

Giovedì 26 febbraio 2015 - ore 20.45 – 22.30

La città come luogo di vita"

con Giorgio Massignan

Mercoledì 18 marzo 2015 - ore 20.45 – 22.30

Biodiversità. La comunità del vivente

con Maria Giovanna Braioni

Giovedì 16 aprile 2015 - ore 20.45 – 22.30

L'agricoltura contadina per la sovranità alimentare

con Francesco Benciolini

Giovedì 14 maggio 2015 - ore 20.45 – 22.30

L'energia della Terra

con Laura Agostini

Giovedì 11 giugno 2015 - ore 20.45 – 22.30

luogo degli incontri: Monastero degli Stimmatini di Sezano - via Mezzomonte 28, verona

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I LIBRI del MONASTERO DEL BENE COMUNE

* LIBRI APERTI
"come un libro aperto. la mia semplice testimonianza" di Aurora Morelli, stampato in proprio, luglio 2011, 288 pagine.


* I QUADERNI DEL VIVERE INSIEME
quaderno n. 3 "LE FABBRICHE DELLA POVERTA' " Liberare la società dall'impoverimento. Opera collettiva, stampato in proprio, settembre 2013, pag. 136

quaderno n°2. "IL CAPITALISMO BLU. La predazione della vita " di R. Petrella, stampato in proprio, aprile 2011, 143 pagine.
quaderno n°1. "RES PUBLICA E BENI COMUNI. Pensare le rivoluzioni del XXI secolo", di R. Petrella, stampato in proprio, ottobre 2010,151 pagine.

I libri sono disponibili nella sede dell'Associazione o richiedendoli via mail.


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"Dalle acque amare alle 12 sorgenti e 70 palme". Lettura sapienziale del Libro dell'Esodo, con Mons. G.M. Bregantini
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Attraverso il Sahara. Il viaggio dei migranti verso l'Italia, con J-P. Piessou e giovani immigrati africani
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Uscire dall'angoscia: ascolto e accoglienza, con E.Drewermann
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L'umanesimo biblico, con Carmine Di Sante
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Raimon Panikkar, profeta tra le fedi
con Achille Rossi
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Conoscere le Mafie per costruire Legalità e Responsabilità
Le mafie: fenomeni criminali e non solo audio (Pierpaolo Romani) La mafia di casa nostra, la mafia in casa nostra audio (Monica Zornetta)
Nord-Sud, alleanza per la legalità audio (Vincenzo Linarello)
Cosa Nostra, la mafia siciliana audio (Pierpaolo Romani)
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Lettura de "Res Publica e Beni Comuni"
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La fede degli atei e l'ateismo dei credenti
conversazioni con José Maria Castillo | 3/5.1.'11
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Abitare il Pianeta Errante
conversazioni con Antonietta Potente | 5.12.'10
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Stranieri e Pellegrini, figli di Abramo
con p.Paolo Dall'Oglio e Hamza Piccardo | 9.1.'10

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