Meditazione Domenica XVIII T.O. A - Monastero del Bene Comune

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sabato 1 agosto 2026

Meditazione Domenica XVIII T.O. A

 


Ricordiamo davanti a Te

Ceuta, l'enclave spagnola sulla costa settentrionale del Marocco, è stata investita da un afflusso senza precedenti di persone provenienti dal vicino Paese nordafricano.  Sono oltre 80 i morti accertati dopo il tentativo di migliaia di persone di raggiungere a nuoto l'exclave spagnola in Marocco. Le ricerche della Guardia Civil proseguono, mentre il ministro degli Esteri spagnolo assicura che "la quasi totalità" dei circa 60.000 migranti è rientrata in Marocco.  Proprio in queste ore la Chiesa spagnola ha lanciato un appello affinché la gestione dell'emergenza rispetti la dignità delle persone.  La diocesi di Cadice-Ceuta ha messo a disposizione delle autorità e dei migranti le proprie strutture di accoglienza. In particolare, alcuni centri stanno assistendo le persone più vulnerabili, tra cui migranti malati o feriti.
Le autorità israeliane hanno di fatto ammesso di «trattenere i corpi come merce di scambio, pur senza alcuna politica formalizzata né una base giuridica che lo autorizzi», afferma l’organizzazione per i diritti umani Gisha in un nuovo rapporto. Negli ultimi due anni, Gisha, con sede in Israele, ha intrapreso azioni legali per ottenere «la restituzione dei corpi di tre residenti di Gaza morti dopo essere stati arrestati dalle forze israeliane». Almeno 68 dei 104 palestinesi di cui è nota la morte durante la detenzione israeliana dall’ottobre 2023 provenivano dalla Striscia di Gaza. Molte famiglie della Striscia di Gaza attendono ancora notizie dei propri cari scomparsi
Venerdì 29 luglio. In occasione dell’odierna Giornata mondiale contro la tratta di esseri umani, torna al centro l'impegno della rete internazionale Talitha Kum presente nei cinque continenti e impegnata nella prevenzione, nella protezione delle vittime e nella sensibilizzazione delle comunità. "Sono molte forme della schiavitù moderna. La tratta non coincide soltanto con lo sfruttamento sessuale. “Significa rendere le persone schiave. Le vittime possono essere donne, uomini, bambini o anziani e le forme di sfruttamento sono molteplici: dal lavoro forzato alla prostituzione, dalle spose bambine al traffico di organi, fino all'accattonaggio organizzato."
Più di trenta scosse di terremoto in una notte: 21 feriti nel napoletano.L'epicentro è stato nell'area dei Campi Flegrei e i danni maggiori sono stati a Pozzuoli. Il primo sisma registrato ha avuto magnitudo 4,7 ed è stato il più forte registrato sul territorio negli ultimi 40 anni. 130 nuclei familiari sgomberati, pari a circa 290 persone; molte di esse hanno trovato accoglienza presso le aree attrezzate dai Comuni di Napoli e Pozzuoli. Cinque le persone ricoverate, per trauma e fratture".
Continua a prenderti cura di noi, o Signore: Kyrie eleison

Aiutaci a riconoscere e a coltivare i semi di speranza

Cipro, Sant’Egidio accanto ai rifugiati per un’estate di cura e condivisione
Il 27 luglio è iniziata una vacanza solidale che impegnerà, fino a fine agosto, un centinaio di volontari europei della Comunità di Trastevere coinvolti nei campi profughi di Pournara e Kofinou. L'obiettivo è fornire assistenza e restituire dignità e speranza alle centinaia di richiedenti asilo presenti sull’isola. “La cosa più importante è costruire rapporti umani che continuino nel tempo”
Una vita dedicata a chi rischiava di restare indietro, agli ultimi, ai tossicodipendenti. E sono loro, i suoi "ragazzi" e tutta la rete Exodus, a stringersi attorno a don Antonio Mazzi, morto ieri a Milano a 96 anni nella sua casa all'interno del Parco Lambro, dove ha sede la comunità da lui fondata oltre quarant'anni fa. «Ci ha lasciati un padre, un uomo, a suo modo un visionario. Un 'prete matto, borderline' come spesso amava definirsi, che non si è mai stancato di lottare per restituire il futuro a tanti ragazzi»
Per la bontà che abita nei cuori e per coloro che si dedicano alla causa del bene: A te la lode e la Gloria, O Signore.


Is 55,1-3 Rm 8,35.37-39

Mt 14,13-21

Avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di là su una barca

e si ritirò in un luogo deserto, in disparte.

Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città.

Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati.

Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero:

«Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare».

Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare».

Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!».

Ed egli disse: «Portatemeli qui».

E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci,

alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla.

Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene.

Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.


***

Il brano evangelico di questa domenica ci racconta un episodio molto bello, conosciuto e significativo dell’attività di Gesù. Questo fatto ha catturato l’attenzione dei quattro evangelisti, che lo hanno inserito nei loro scritti come un momento forte dell’esperienza dei discepoli.

Innanzitutto, è interessante notare che ciò accade come conseguenza della fine violenta di Giovanni Battista: alla notizia della sua morte, Gesù vuole ritirarsi a pregare, ossia ripensare davanti a Dio alla sua stessa missione che qui viene preannunciata come tragica. Il precursore era un giusto che aveva sfidato i potenti del suo tempo e ne era rimasto vittima.

A questo punto la folla lo costringe ad un ripensamento: non c’è tempo per farsi prendere dalla depressione, ed egli mostra comprensione per le miserie umane, aprendosi e accogliendo i bisogni altrui e decidendo di continuare l’opera di Giovanni, anche se in modi diversi. Guarisce e sfama la folla: due gesti simbolici e molto significativi. Dà alla gente la possibilità di vita nuova, liberata dai mali fisici, e soddisfa l’esigenza più naturale e basilare delle persone: il desiderio del cibo.


Il ‘miracolo’ consiste nel passaggio dal poco che si può offrire al molto che soddisfa tutti. Come dire: basta poco per fare grandi cose. L’evangelista Matteo lo descrive usando gli stessi termini del racconto dell’ultima cena: ‘prese… alzò gli occhi… recitò… spezzò… diede…’. Là Gesù ha spezzato e donato quel ‘poco’, che non erano i cinque pani, ma la sua stessa esistenza e l’ha offerta come nostro nutrimento. Qui preannuncia che ciò è possibile anche in diverse situazioni di vita.

Qui il problema è apparentemente insolvibile: cinque pani e due pesci per 5.000 persone – come fare? I discepoli hanno la soluzione più semplice, che è quella di congedare la gente perché tornino a casa. Però è Gesù che deve farlo! Come dire: ‘intervieni e risolvi il problema; tu sei potente, tu puoi farlo’.

Gesù risponde richiamando la loro responsabilità e chiedendo di valutare le loro risorse e di metterle a disposizione. In realtà, avendo poco, l’avrebbero potuto tenere per sé stessi, dato il rischio che non bastasse a nessuno. Invece hanno accettato la sfida e si sono fidati di lui.

E il miracolo avviene non solo per la presenza e l’azione di Gesù, ma anche grazie ad una ricerca condivisa della soluzione, ad un atteggiamento fondamentale di generosità, alla messa in comune delle risorse e alla cooperazione nel dividere e distribuire il pane alla gente. Questi sono gli ingredienti del ‘miracolo’, indispensabili, perché Gesù non vuole fare tutto da solo, ma vuole compartecipare il suo impegno per la costruzione del ‘Regno di Dio’ (come lui lo chiamava), cioè del progetto di amore e condivisione che Dio ha per l’intera umanità.


Dal Sal 144 (145)


Misericordioso e pietoso è il Signore,

lento all’ira e grande nell’amore.

Buono è il Signore verso tutti,

la sua tenerezza si espande su tutte le creature.

Gli occhi di tutti a te sono rivolti in attesa

e tu dai loro il cibo a tempo opportuno.

Tu apri la tua mano

e sazi il desiderio di ogni vivente.

Giusto è il Signore in tutte le sue vie

e buono in tutte le sue opere.

Il Signore è vicino a chiunque lo invoca,

a quanti lo invocano con sincerità.

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