Ricordiamo davanti a Te
Freedom Flotilla Italia esprime piena e incondizionata solidarietà agli attivisti coinvolti nell'attacco avvenuto nella notte del 29 aprile al largo di Creta, mentre erano impegnati in una missione civile diretta verso Gaza con finalità umanitarie.Secondo le informazioni disponibili, "l'azione è stata condotta dall'esercito israeliano", e si configura come "un intervento armato in acque internazionali ai danni di un'imbarcazione civile".
Gaza, la denuncia di Msf: l'accesso all'acqua usato come arma contro la gente. Medici senza frontiere, nel suo ultimo rapporto, rileva che Israele ha distrutto o danneggiato il 90% delle infrastrutture idriche e igienico-sanitarie. L'Ong ha lanciato un appello affinché venga ripristinato immediatamente l’approvvigionamento a livelli adeguati per la popolazione, che sta pagando duramente le conseguenze di questa privazione
Una barca con a bordo 33 migranti sudanesi si è ribaltata nel Mar Mediterraneo a circa 100 chilometri dalle coste della città di Tobruk, nella Libia orientale. Il bilancio è di almeno 17 morti e 9 dispersi. Solo sette persone si sarebbero salvate.Nel 2026, solo nel Mediterraneo centrale, sarebbero già 765 i migranti morti, un numero in aumento del 150 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Sud Sudan, oltre 7 milioni di persone assediate dalla fame. L'allarme, lanciato ieri da Fao, Wfp e Unicef ha messo in evidenza che 7,8 milioni di persone — il 56 per cento della popolazione sud sudanese — sono spinte verso gradi elevati di insicurezza alimentare acuta, uno dei livelli più alti al mondo. Nella guerra che sta devastando il vicino Sudan, in vent'anni uccisi o mutilati oltre 4.000 bambini
Nigeria. Nello Stato di Adamawa gruppi armati del cosiddetto Stato islamico hanno attaccato il centro abitato dell'aerea di Gombi provocando almeno 29 morti e decine di feriti. nello stesso giorno nel quale alcuni uomini armati hanno dato l’assalto ad un orfanotrofio a Lokoja sequestrando decine di alunni
Continua a prenderti cura di noi, o Signore: Kyrie eleison
Aiutaci a riconoscere e a coltivare i semi di speranza
È a metà del suo cammino la Carovana panafricana per la pace e l’unità della Repubblica Democratica del Congo (Rdc) promossa dalla società civile e sostenuta dalla Conferenza episcopale locale. Partita il 24 marzo, al suo arrivo, previsto il 30 maggio prossimo, avrà percorso 2.500 chilometri L’obiettivo degli organizzatori, appartenenti alla Società civile e a movimenti cittadini, è quello di denunciare la predazione delle risorse e le ingerenze esterne che alimentano i conflitti armati sul suolo congolese. “Queste guerre non ci appartengono”, dichiarano. “Il popolo non deve più essere sacrificato sull’altare di una guerra che non lo riguarda”.
Il lavoro è presidio della società ed espressione della libertà della persona, è dignità. L'obiettivo di una nuova e piena occupazione è il messaggio dei costituenti che hanno voluto che la repubblica fosse fondata sul lavoro, per sottolineare che la repubblica sarebbe stato il tempo delle opportunità". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando la Festa del Lavoro a Pontedera. "C'è una piaga che non accenna a sanarsi, proseguono notizie di lavoratori che perdono la vita sul lavoro: la sicurezza sul lavoro resta un impegno che non consente rinunce o distinguo. Si tratta di un tributo inaccettabile".
Per la bontà che abita nei cuori e per coloro che si dedicano alla causa del bene: A te la lode e la Gloria, O Signore: -
At 6,1-7 1Pt 2,4-9
Gv 14,1-12
[In quel tempo Gesù disse:]
1«Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me.
2Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”?
3Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me,
perché dove sono io siate anche voi.
4E del luogo dove io vado, conoscete la via».
5Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?».
6Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita.
Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.
7Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio:
fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
8Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta».
9Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo?
Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”?
10Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me?
Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso;
ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere.
11Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
12In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio
e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre.
***
Questo brano del vangelo di Giovanni fa parte del racconto dell’ultima cena di Gesù che include il suo lungo discorso di addio ai discepoli presenti (capitoli 13-17). È considerato il suo ‘testamento’, pronunciato nel momento più angoscioso della sua vita. Aveva appena lavato i piedi ai suoi discepoli come segno del suo servizio all’umanità e in particolare a chi crede in lui, e aveva preannunciato il tradimento di Giuda e il rinnegamento di Pietro. Tra i presenti si era così creata una situazione di smarrimento, paura, dolore e incertezza riguardo al loro futuro. In questo contesto si comprendono le espressioni: ‘non sia turbato il vostro cuore, abbiate fiducia’. Sembra perciò essere lui solo ad avere in mano la situazione e avere il coraggio di affrontare gli avvenimenti.
Inoltre, Gesù presenta sé stesso come rimedio alla paura (‘abbiate fede in me’) e annuncia il futuro in maniera positiva (‘vado a prepararvi un posto’). È un invito a guardare avanti con speranza, nonostante tutto, con la capacità di avere una vista lunga e profonda, per scoprire un progetto di Dio che oltrepassa il male, la sofferenza e la morte. Gesù però non suggerisce di darsi ai ‘paradisi artificiali’ che consolano per il tempo che trovano, ma esorta a non fermarsi a contemplare l’oscurità del momento e invece alzare lo sguardo, camminando verso la luce.
In questo contesto Gesù pronuncia la famosa frase che non mediteremo mai abbastanza: ‘io sono la via, la verità e la vita’, una sfida che viene lanciata a tutti credenti di tutti i tempi e luoghi, un’asserzione esigente. Per chi si affida a lui, Gesù è colui che indica una direzione stabile nella vita (via), una roccia su cui posare i piedi per non affondare nella confusione dell’esistenza (verità) e uno stile di atteggiamenti e comportamenti che incarnano i valori fondamentalmente umani (vita).
Di questa strada non esistono scorciatoie, come propone Filippo: ‘mostraci il Padre e ci basta’. Come dire: ‘facci arrivare alla cima senza fare fatica, senza lo sforzo del camminare e dell’affrontare i pericoli’. A questa richiesta Gesù risponde semplicemente ‘io sono nel Padre’, ‘io sono con voi’: c’è lui che accompagna e fa da guida. Quella richiesta di Filippo appare strana al lettore del vangelo che, come lui, ha visto i segni e sperimentato l’azione di Gesù: a Cana aveva cambiato l’acqua in vino; a Gerusalemme aveva purificato il Tempio dai venditori autorizzati; a Sichem aveva cambiato la vita a una samaritana; aveva poi guarito il figlio di un funzionario statale, aveva salvato da morte un’adultera pentita, aveva guarito pure un infermo a Bethesda, aveva camminato sulle acque del lago, donata la vista ad un cieco nato e ridato la vita a Lazzaro. Non gli è bastato tutto questo?
Gesù conclude: ‘chi crede in me compirà opere più grandi’. È vero che i discepoli e le discepole di Gesù nella storia hanno compiuto e compiono molto più di lui, grazie al suo Spirito che li anima e al Padre che provvede loro. Ma forse l’opera più grande che possiamo compiere è quella di sentirci ‘risorti’ grazie a lui e di diventare perciò testimoni di risurrezione in questo nostro mondo, ripieno com’è di segni di angoscia, smarrimento, paura, incertezza e morte.
Dal Salmo 32 (33)
Esultate, o giusti, nel Signore;
per gli uomini retti è bella la lode.
Lodate il Signore con la cetra,
con l'arpa a dieci corde a lui cantate.
Perché retta è la parola del Signore
e fedele ogni sua opera.
Egli ama la giustizia e il diritto;
dell'amore del Signore è piena la terra.
Ecco, l'occhio del Signore è su chi lo teme,
su chi spera nel suo amore,
per liberarlo dalla morte
e nutrirlo in tempo di fame.






















































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