Ricordiamo davanti a Te
Gaza, la strage dei bambini. La denuncia di Unicef: sono 265.
L’agenzia delle Nazioni Unite per l’infanzia lancia un duro atto
d’accusa sulla situazione nella Striscia di Gaza. Secondo il
portavoce James Elder, dall’annuncio del cessate il fuoco
dell’ottobre 2025 sono stati uccisi 265 bambini palestinesi e oltre
400 sono rimasti feriti. “Non si può parlare di tregua se i
bambini continuano a morire”, afferma l’Unicef
Libano,
Unicef: 247 bambini uccisi in 100 giorni. Il rappresentante
dell’agenzia Onu, Marcoluigi Corsi, denuncia una media di 12
bambini uccisi o mutilati ogni giorno dall’intensificarsi delle
ostilità lo scorso 2 marzo. Oltre 770.000 minori esposti a violenza,
sfollamenti e perdita dei propri cari. L’appello: cessate il fuoco
immediato e accesso umanitario garantito
L'Unione europea ha dato
il via libera definitivo alle nuove norme sui rimpatri, un pacchetto
legislativo volto ad accelerare le espulsioni dei migranti irregolari
e a uniformare le procedure tra gli Stati membri. Proprio contro la
proposta di espulsioni di massa o rimpatri forzati privi di adeguate
tutele (la cosiddetta “remigrazione”), Papa Leone XIV ha espresso
la sua netta contrarietà definendo tali pratiche come “una
risposta non cristiana” per risolvere l'emergenza.
La polizia
afghana ha aperto il fuoco su oltre 100 persone nella città di
Herat, durante una protesta per i diritti delle donne.Gli scontri
avrebbero causato almeno tre feriti.I manifestanti denunciano la
repressione da parte dei talebani che ha portato all'arresto di oltre
una decina di donne per violazione del codice di abbigliamento.
Continua a prenderti cura di noi, o Signore: Kyrie eleison
Aiutaci a riconoscere e a coltivare i semi di speranza
Sant’Egidio, veglia per i migranti morti in mare: "L'Europa si svegli dal sonno"
Sono 77 mila le persone che dal 1990 ad oggi sono morte tentando di raggiungere l’Europa. A loro è stato dedicato l’evento del 18 giugno, nella basilica di Santa Maria in Trastevere a Roma, dal titolo “Morire di Speranza” organizzato dalla Comunità e altre associazioni
Giornata del Rifugiato. Il Presidente Mattarella, offrendo la sua vicinanza a quanti vivono questa «angosciosa condizione di fragilità e vulnerabilità «si unisce ancora una volta all’appello di quanti chiedono a ciascun membro della Comunità internazionale di astenersi da condotte irresponsabili, di promuovere la salvaguardia di ogni essere umano e contribuire alla realizzazione dell’ideale universale di solidarietà tra i popoli».
Cnca e Unicef festeggiano gli otto anni dell'iniziativa "Terreferme", che ha coinvolto centinaia di coppie affidatarie e dieci Regioni. L'integrazione funziona ma coinvolge solo il 4% dei giovani stranieri in Italia. 150 minori stranieri in affido: «In Italia abbiamo trovato famiglia e lavoro».
Al campo base di CasaOz, dove le famiglie (d'estate) vengono aiutate a ritrovarsi. Da quasi vent’anni il progetto nel Torinese accoglie bambini e ragazzi con malattie e fragilità insieme ai loro genitori in un luogo dove la cura nasce dalla condivisione.Un’esperienza educativa costruita attorno alla relazione, all’autonomia e alla possibilità di sentirsi parte di una comunità. Quest’anno il viaggio attraversa cinque emozioni fondamentali – gioia, rabbia, tristezza, disgusto e paura – accompagnato dalla figura dell’Uomo di Latta, personaggio simbolo del Mago di Oz,
Per la bontà che abita nei cuori e per coloro che si dedicano alla causa del bene: A te la lode e la Gloria, O Signore: -
Ger 20,10-13 Rm 5,12-15
Mt 10,26-33
[Gesù disse ai suoi discepoli:]
Non abbiate dunque paura degli uomini,
poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto.
Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce,
e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze.
E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima;
abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo.
Due passeri non si vendono forse per un soldo?
Eppure, nemmeno uno di essi cadrà a terra all’insaputa del Padre vostro.
Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati.
Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!
Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini,
anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli;
chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini,
anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli.
°°°
Nella liturgia odierna continuiamo la lettura del capitolo 10 del vangelo di Matteo che riporta la lunga istruzione di Gesù ai discepoli riguardante l’attività di evangelizzazione. Prima di inviare i suoi discepoli ad annunciare la sua Buona Novella in parole e opere, egli preannuncia loro i possibili pericoli e gli eventuali rifiuti in cui potranno imbattersi sul loro cammino. E parla delle sofferenze che dovranno affrontare, quando per la fede in lui si rischia la sicurezza personale e la vita stessa, quando per essere coerenti occorre rinunciare alle comodità, quando per realizzare i valori da lui vissuti è necessario fare scelte contro corrente.
In tutto questo, Gesù appare realista, perché sta parlando della sua stessa esperienza e non promette il paradiso in automatico. La sua non è una strada di facile attuazione e di sicuro successo. Ci sono però due espressioni che possono confortare e donare la speranza e il coraggio nell’affrontare le difficoltà: ‘non abbiate paura’ (ripetuta tre volte) e ‘voi valete più di molti passeri’.
Come si fa a non avere paura di essere rifiutati, derisi, perseguitati o addirittura uccisi? È un sentimento, un’emozione difficile da dominare. Ma la si può ‘addomesticare’, come hanno fatto i grandi testimoni del Vangelo nel corso della storia. Gesù propone qui alcune riflessioni e incoraggiamenti per fronteggiare i tempi avversi.
‘Nulla vi è di segreto che non sarà conosciuto’. Con un proverbio noi diciamo: ‘la verità viene sempre a galla’. La paura si estingue con la proclamazione del Vangelo di Gesù, perché è un messaggio di vita autentica, una luce che ci illumina nel nostro vivere quotidiano e che è capace di donare un significato profondo all’esistenza di tutta l’umanità. Al tempo di Gesù quel messaggio era ristretto alla gente della Palestina che lo aveva incontrato o che lo aveva conosciuto per fama. I discepoli e le discepole che l’hanno seguito, hanno il compito di comunicare in parole e opere ciò che hanno loro stessi sperimentato. L’immagine qui usata è quella dei tetti-terrazze delle comuni case palestinesi del tempo: questo significa che la vita normale domestica diventa eloquente in sé, se rischiarata dallo sforzo quotidiano di vivere i valori evangelici. ‘Voi siete la luce del mondo’ aveva detto Gesù ai discepoli e alla gente nel suo discorso programmatico sul monte (vedi 5,14-16)
‘Abbiate paura di colui che può far perire e l’anima e il corpo’. Qui si annuncia la possibilità del martirio per coloro che seguono Gesù fino alla testimonianza estrema. Ma oltre questo, c’è l’invito ad allontanarsi da tutto ciò che porta alla distruzione totale della vita, descritta con l’immagine della discarica di Gerusalemme (la Geènna): il grande pericolo è quello del fallimento esistenziale totale di chi risulta ‘completamente inutile’ e da buttare, più che la minaccia di un inferno dantesco.
‘Voi valete più di molti passeri’. Il ‘Padre vostro’ – dice Gesù – che ben conosce i passeri che muoiono e i capelli che cadono, ha continuamente presente la vostra dignità di figli e figlie, e continuerà a starvi accanto, ad amarvi e a prendersi cura di voi, anche nelle più impensabili situazioni avverse della vita. E questo dovrebbe bastare per rassicurarci.
‘Chi mi riconoscerà davanti agli uomini…’. Un ultimo monito: la lealtà a Gesù e al suo Vangelo porta al riconoscimento di ‘veri figli e figlie’ da parte del ‘Padre’. Qui ricorre la famosa antitesi ‘uomini – Dio’ che troviamo anche nelle forti parole di Gesù a Pietro, quando questi non voleva che Gesù andasse a Gerusalemme a morire: ‘tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini’ (vedi 16,23). Si tratta allora di scegliere tra le due logiche: quella del ‘Regno di Dio’ e quella della ‘mondanità’.
Dal Sal 68 (69)
Per te io sopporto l’insulto
e la vergogna mi copre la faccia;
sono diventato un estraneo ai miei fratelli,
uno straniero per i figli di mia madre.
Perché mi divora lo zelo per la tua casa,
gli insulti di chi ti insulta ricadono su di me.
Ma io rivolgo a te la mia preghiera,
Signore, nel tempo della benevolenza.
O Dio, nella tua grande bontà, rispondimi,
nella fedeltà della tua salvezza.
Rispondimi, Signore, perché buono è il tuo amore;
volgiti a me nella tua grande tenerezza.
Vedano i poveri e si rallegrino;
voi che cercate Dio, fatevi coraggio,
perché il Signore ascolta i miseri
non disprezza i suoi che sono prigionieri.
A lui cantino lode i cieli e la terra,
i mari e quanto brùlica in essi.



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