L'Associazione Monastero del Bene Comune
è nata nel luglio 2009 presso l'antico monastero di Sezano, da un gruppo di persone che hanno a cuore la promozione della convivenza umana nella “città del vivere insieme”.

"L'umanità non è semplicemente l'insieme degli esseri umani, ma sono gli esseri umani che vivono insieme" (Riccardo Petrella).


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> TANGENTOPOLI IN LAGUNA: VACILLA IL «SISTEMA» VENETO

riceviamo e pubblichiamo
Un «sapiente» governo delle risorse che non scontenta nessuno 
e che si svolge al riparo dalla concorrenza e dalla trasparenza
I caratteri distintivi di questo sistema già denunciati 
dall’Osservatorio Ambiente e Legalità di Venezia
a cura di 
Luigi Lazzaro 
presidente Legambiente Veneto 
Gianni Belloni
coordinatore Osservatorio Ambiente e Legalità - Venezia

Ecco a voi il Sistema. Non abbiamo letto le carte dell'inchiesta. Sappiamo che tutti gli inquisiti, compresi gli arrestati, sono innocenti fino a prova contraria.
Ma possiamo lo stesso descrivere alcuni degli elementi costitutivi di questo Sistema e pure fornire qualche indicazione per uscirne.
Maghi? No, semplicemente insieme a nutrite minoranze di questi territori in questi anni abbiamo studiato, analizzato, denunciato e descritto quello che stava succedendo.
Un Sistema, ecco cos'era. Alimentato da soldi pubblici per opere dall'utilità incerta e dal certo, e immenso, impatto ambientale.
Un «sapiente» governo delle risorse che non scontenta nessuno e che si svolge al riparo dalla concorrenza e dalla trasparenza. E così sono sopravvissuti – procedura speciale dopo procedura speciale – pezzi importanti dell'imprenditoria veneta e le loro proiezioni politiche.
Una regolazione sistematica delle opere pubbliche che ha dato vita a circuiti chiusi dell'economia locale, accessibili esclusivamente da parte di alcune imprese in possesso dei requisiti economici e del capitale sociale necessario. In un'intervista di un paio di anni fa rilasciata a un giornale locale, un imprenditore veneziano dichiarava che sarebbe stato disposto a corrompere qualcuno pur di salvare l'impresa in difficoltà ma che non sapeva a chi rivolgersi visto che i circuiti corruttivi rimanevano ermeticamente chiusi e accessibili solo a una élite imprenditoriale. Si tratta di un meccanismo di «compattamento delle reti a fronte della crescente incertezza dei mercati». Un compattamento nel quale è difficile «discernere l'attività di malaffare» e in cui si riduce la qualità, ma non la consistenza, del capitale sociale in circolazione.
Ma il problema non si ferma certo alle porte della laguna.

Ad osservare sistematicamente quello che accade, e che emerge, in tutta la regione – ed è quello che ha fatto in questi due anni di attività l'Osservatorio  Ambiente e Legalità di Legambiente Veneto, non a caso voluto ed avviato proprio a Venezia – emergono alcuni caratteri distintivi di questo sistema:

·       L’opacità del sistema burocratico e decisionale – specie nel settore ambientale, urbanistico-edilizio e delle opere pubbliche – che ha permesso dapprima la realizzazione di grandi speculazioni edilizie e in seguito l’instaurarsi di una costante “contrattazione” tra soggetto pubblico e privato non sempre avvenuta all’insegna della legalità e dell’interesse pubblico. In questo contesto il sistema corruttivo, coinvolgendo diversi livelli di comando, assume un ruolo chiave, poiché funziona come dispositivo in grado oliare gli ingranaggi del sistema pubblico e di allentare la sorveglianza delle istituzioni aggirando il sistema di regole, percepito non come istanza a tutela ma come ostacolo al libero dispiegarsi dell’attività economica. Questa sorta di “modello Veneto” è caratterizzato da una spiccata nebulosità, in particolare per quanto riguarda i percorsi di approvazione e costruzione delle grandi opere pubbliche e private, e presenta alcuni tratti distintivi come ad esempio l’ampio ricorso all’istituto del project financing nei meccanismi di appalto e di finanziamento o ancora la frequente applicazione di procedure in deroga alla legislazione vigente, volte ad accelerare i tempi di approvazione e realizzazione dei progetti ma spesso adottate invocando impropriamente lo stato d’emergenza (com’è avvenuto per la Superstrada Pedemontana Veneta e per il Passante di Mestre) o del concessionario unico come a Venezia grazie alla legge speciale per cui i lavori del Mose vengono affidati, senza gare d'appalto, alle ditte legate al Consorzio Venezia Nuova.

·       Attorno ai meccanismi finanziari ed ai dispositivi di legge che li regolano, emerge poi una concentrazione abnorme e anomala di poteri nell’apparato amministrativo-burocratico regionale, che ha generato talvolta palesi situazioni di conflitto di interessi e di compatibilità di incarichi, portando parallelamente alla subordinazione di organi di alta consulenza tecnico-scientifica al potere politico, come abbiamo documentato nel caso della commissione VIA regionale, infarcita di politici e di professionisti interessati alle stesse opere che avrebbero dovuto analizzare.

·       Un carente ricorso agli strumenti di informazione e partecipazione, con il risultato di incrementare il senso di impotenza, il distacco e il grado di sfiducia dei cittadini nei confronti dei partiti e della Pubblica Amministrazione.

Così, in presenza di una legalità debole e di poteri molto forti, sembra essere progressivamente venuta meno la tutela di un interesse collettivo superiore: i meccanismi corruttivi influenzano le politiche pubbliche e le scelte infrastrutturali al punto che «in caso di opzioni alternative, come nel caso del Passante, si è sempre optato per la scelta più impattante dal punto di vista ambientale e a più alto costo e margini di remunerazione più alti» con sperpero di territori e risorse pubbliche a fini privati, a scapito di un sistema che garantisca trasparenza e presenza di una pluralità di attori, incidendo quindi sulla salubrità di aziende che investono in sviluppo, e a detrimento dell’ambiente e di uno sviluppo locale diffuso e equilibrato.

L’asservimento della funzione pubblica agli interessi del privato corruttore ha portato allo spreco di risorse già di per sé scarse e al deturpamento permanente del territorio.
“A fronte di interessi privati forti c’è bisogno di misure chiare – dichiara Luigi Lazzaro - e se questo è il contesto ci sono molti fronti su cui si può intervenire, a cominciare dalle procedure di pianificazione e appalto per renderle meno aggredibili da pratiche corruttive, contrastando pratiche decisionali poco trasparenti, che allungano l’iter e producono incertezza”.
“Legambiente e l’Osservatorio Ambiente e Legalità – prosegue Lazzaro - ha da tempo elaborato e presentato pubblicamente il documento “Si scrive lotta alla corruzione si legge democrazia e difesa dei beni comuni” che contiene posizioni e proposte concrete per contrastare la corruzione e fermare i crimini contro l’ambiente”. Di seguito rilanciamo i punti principali:
1) Piena implementazione delle misure di prevenzione e repressione della corruzione nella contenute nella legge 190/2012, al fine di rafforzare i meccanismi di imparzialità degli amministratori eliminando situazioni di conflitto di interesse e predisponendo norme sull’inconferibilità e l’incompatibilità di incarichi.
2) Buone opere, basta con le grandi opere. Le società interessate hanno sempre nuove grandi opere in cassetto da proporre al sistema. Le grandi opere sono tutte prioritarie ed indispensabili? La contraddizione scoppiata tra Valdastico Nord e Valsugana è il paradigma di questa confusione infrastrutturale. E’ possibile che alla nostra Regione serva qualche grande opera in meno e al suo posto un migliaio di piccole buone opere che favoriscano invece la competizione e la risoluzione dei tanti punti critici della mobilità di merci e persone. Occorre una moratoria su tutte le opere in project financing finché non verrà rivisto il sistema di finanziamento e verificata l'utilità pubblica. 

3) Chiudere con la stagione dell'emergenza e delle procedure straordinarie nella conduzione delle opere pubbliche [Pedemonata Veneta, Valsugana, Tav in primis]. Procedure che, come denunciato dalla Corte dei Conti, hanno provocato una «mutazione – per così dire “genetica” - delle ordinanze di protezione civile [...], provocando una marginalizzazione dei procedimenti di affidamento normativamente previsti [codice dei contratti] e l’esclusione degli organi di controllo come la Corte dei Conti o l’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici». Ricordiamo anche, a questo proposito, che l’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici nel 2009 sottolineava: «Si rappresenta il timore che il sistematico ricorso a provvedimenti di natura emergenziale, celando l’assenza di adeguate strategie di intervento per la soluzione radicale del problema, si risolva in una sistematica ed allarmante disapplicazione delle norme del codice degli appalti».
4) Predisporre strumenti sensati di programmazione [cave, energia, paesaggio, rifiuti speciali...].che contengano gli indirizzi, gli obiettivi strategici, le indicazioni concrete, gli strumenti disponibili, i riferimenti legislativi e normativi, le opportunità finanziarie, i vincoli, gli obblighi e i diritti per i soggetti economici operatori di settore, per i cittadini. Sarebbe indispensabile che il Consiglio Regionale affronti  questa questione in modo chiaro e trasparente, definisca le priorità infrastrutturali, la pianificazione territoriale in accordo con le amministrazioni locali regionali e le parti sociali, selezioni i bisogni reali.
5) Non solo strade. Il ritardo infrastrutturale della nostra Regione, rispetto alle altre regioni italiane e europee, è necessario sia colmato. L’attenzione della politica regionale non può essere unicamente rivolta alle strade a pagamento. Occorre investire in maniera decisa sulla ferrovia (potenziamento della rete, apertura nuove linee ferroviarie, avvio di società regionali opportunamente finanziate, sostegno logistico al trasporto cargo, deciso sviluppo della intermodalità): una scelta che darà meno occasioni di affari ai soliti noti, ma riduce il consumo di territorio per nuove strade e migliora le condizioni di vivibilità delle persone.
6) Stroncare la lievitazione dei costi con l'attivazione di precisi strumenti di controllo di controllo e trasparenza. Uno studio dalla banca Intesa San Paolo del 2008 ci dice che in Spagna un chilometro di autostrada costa 14,6 milioni di euro mentre in Italia costa 32 milioni di euro. Dispiacerà ad Impregilo o Mantovani, ma risparmieremo tutti noi.
7) Avviare procedure di partecipazione vincolanti, incisive e reali sui destini territoriali. A fronte di una crescente domanda di giustizia, di partecipazione e di inclusione è necessario investire da un lato nella formazione di tecnici competenti e nella promozione della cultura della legalità e della responsabilità, e dall’altro lato individuare processi decisionali più inclusivi, implementando processi di attivazione sociale.
8) Disboscare la giungla di società partecipate della Regione che hanno avuto un ruolo rilevante, da quello che apprendiamo dai risultati dell'inchiesta in corso, come «bancomat» - senza controlli pubblici ma utilizzando denaro di tutti noi - delle società «cartiere» coinvolte nell'inchiesta

La corruzione può sembrare infatti, agli occhi di alcuni, un “reato pulito” e senza vittime; ma essa si fonda sul presupposto e sulla convinzione che ciò che è degli altri, ciò che è pubblico, possa essere privatizzato per favorire interessi particolari. «Se pensiamo che la società non esista […] ma esistano solo individui in competizione, la corruzione non danneggia nessuno: si tratta di una semplice transazione per cui entrambi i contraenti ne traggono beneficio – scrive Gianni Belloni, coordinatore dell’Osservatorio Ambiente e Legalità – Se pensiamo alla società – e all’ambiente – come un sistema complesso di cui tutti siamo parte scopriamo che la corruzione è un reato sporco – anzi, uno “sporco reato” che genera ingiustizia. La corruzione risulta onnipresente quando si tratta di predare le risorse e i beni comuni. La corruzione pilota le decisioni riguardo alle risorse pubbliche verso la privatizzazione e il saccheggio: una delle prime vittime della corruzione è proprio l’ambiente».

Osservatorio Ambiente e Legalità Venezia è un progetto di Legambiente Veneto sostenuto da Assessorato all’ambiente e città sostenibile del Comune di Venezia (delibera n°644/2011)
+393409299373
skype: estnord
http://giannibelloni.wordpress.com
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Scuola Itinerante

L'ECONOMIA DEI BENI COMUNI.
E’ possibile costruire una “eco-nomia” fondata sui beni comuni?
Tempo di conoscere per agire

14/12/'13 Sezano .
Cosa si intende per "beni comuni", "beni comuni pubblici" e per "economia dei beni comuni", elementi teorici e dall'esperienza collettiva sociale storica.
> I beni comuni. I nodi da sciogliere. (11.07.2014) > vedi

Info programma qui > Per iscrizioni scrivere a monasterodelbenecomune@gmail.com

18/01/'14 Sezano . "Cos'è il valore? Teorie e politiche, per comprendere i fondamenti della ricchezza/povertà e delle inuguaglianze"



“Dopo le elezioni europee: criticità, sfide e proposte”

Il denaro non può determinare il valore del tempo, del lavoro, della felicità, della conoscenza, dell'acqua. Quando questo succede il tempo, il lavoro, la felicità, la conoscenza, l'acqua muoiono.

Incontro del 28.06.2014 - Sezano (Verona)
- "Le tre criticità maggiori" nella prospettiva di influenzare la definizione delle priorità dell'Agenda politica europea
- "Le sfide principali per la Sinistra europea" in una prospettiva europea-mondiale e locale-nazionale italiana
- "Prime proposte di azioni prioritarie" per semestre italiano UE / Agenda europea 2014-2016
Sintesi dei risultati salienti a cura di Riccardo Petrella (vedi)
Contributi di integrazione

CAMPAGNA STOP TTIP ITALIA

La Campagna Stop TTIP Italia nasce a febbraio 2014 per coordinare organizzazioni, reti, realtà e territori che si oppongono all’approvazione del Trattato di Partenariato Transatlantico su commercio e Investimenti (TTIP)

> leggi

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> con i piedi per terra

PIERLUIGI DI PIAZZA

"Il mio nemico è l'indifferenza"
essere cristiani nel tempo del grande esodo
Ed. Laterza
Video (1)(2)(3)(4)(5)(6)
Domenica 5 giugno ore 17.00
Monastero Stimmatini Sezano
Paolo Bertezzolo in dialogo con Pierluigi Di Piazza
"Non ci si può dichiarare cristiani e prendere parte alle ingiustizie, professare il razzismo, accettare la discriminazione di omosessuali, nomadi, carcerati, migranti. Non ci si può dichiarare cristiani ed essere complici della distruzione e dell'usurpazione dell'ambiente. Non ci si può dichiarare cristiani aderendo solo a parole al nuovo corso di papa Francesco, perpetuando nei fatti l'antico vizio di strumentalizzare Dio senza voler cambiare nulla. "

Le parole delle donne

2-3-4 gennaio 2016
Presentazione di Silvano Nicoletto
Anna Maria Bigon (parte 1)-(parte 2)-(Premio Comuni Virtuosi)
Donata Gottardi (parte 1)-(parte 2)
Loredana Dal Corso (Prologo)-(parte 1)-(parte 2)-(parte 3)-(parte 4)
Rita Giaretta (Lettera)-(parte 1)-(parte 2)
Susanna Caniato (prologo)-(parte 1)

DIALOGUES AFRICA@EUROPA.IT

"Quando (bianchi, neri,indiani e meticci) ci liberiamo dalle nostre paure, la nostra presenza libera automaticamente tutti gli altri." (Nelson Mandela)
Manifesto dei dialoghi
l'Africa e l'Europa per un destino comune
temi: la cooperazione internazionale, il fenomeno della corruzione, il fenomeno migratorio dentro la relazione Africa- Europa, i corridoi umanitari, il problema dell'infanzia, sfruttamento delle risorse, la desertificazione, e deforestazione, agricoltura per la comunità e per l'esportazione (caffè, cacao, cotone, ...), il furto della terra e dell'acqua, dall'istruzione all'educazione, la volorizzazione dei talenti, la questione giovanile, la politica estera degli stati, conflitti e armamenti, la tratta e le nuove schiavitù, le donne e la comunità, mondo rurale e mondo urbano, le migrazioni climatiche....

Seminario sul pensiero di R.Panikkar

Pace
seminario con Maciej Bielawski
Monastero di Sezano
2014 -18 ott,
29 nov,
20 dic,
2015 - 17 gen, 28 feb, 21 mar, 11 apr, 23 mag, 13 giu
info e iscrizioni: monasterodelbenecomune@gmail.com
t. 3472256997


Eco-logia Forum

"Malcesine" - affresco di Maciej Bielawski

La semplice eco-logia non basta. C’è bisogno anche di un dialogo con la terra. Ho chiamato ecosofia questo atteggiamento di dialogo. La terra non è un mero oggetto, è anche un soggetto, un Tu per noi, con cui dobbiamo imparare a entrare in dialogo. Così potremo scoprire che ecosofia ha un certo ruolo rivelatorio. Il nostro dialogo con la terra può rivelare come stanno le cose”. (R.Panikkar)

Alla ricerca di una cultura ecologica per il nostro territorio”

con Maciej Bielawski, Francesca Bragaja e Cristina Stevanoni

Giovedì 26 febbraio 2015 - ore 20.45 – 22.30

La città come luogo di vita"

con Giorgio Massignan

Mercoledì 18 marzo 2015 - ore 20.45 – 22.30

Biodiversità. La comunità del vivente

con Maria Giovanna Braioni

Giovedì 16 aprile 2015 - ore 20.45 – 22.30

L'agricoltura contadina per la sovranità alimentare

con Francesco Benciolini

Giovedì 14 maggio 2015 - ore 20.45 – 22.30

L'energia della Terra

con Laura Agostini

Giovedì 11 giugno 2015 - ore 20.45 – 22.30

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I LIBRI del MONASTERO DEL BENE COMUNE

* LIBRI APERTI
"come un libro aperto. la mia semplice testimonianza" di Aurora Morelli, stampato in proprio, luglio 2011, 288 pagine.


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quaderno n. 3 "LE FABBRICHE DELLA POVERTA' " Liberare la società dall'impoverimento. Opera collettiva, stampato in proprio, settembre 2013, pag. 136

quaderno n°2. "IL CAPITALISMO BLU. La predazione della vita " di R. Petrella, stampato in proprio, aprile 2011, 143 pagine.
quaderno n°1. "RES PUBLICA E BENI COMUNI. Pensare le rivoluzioni del XXI secolo", di R. Petrella, stampato in proprio, ottobre 2010,151 pagine.

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