Meditazione Va domenica di Quaresima B - Monastero del Bene Comune

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sabato 16 marzo 2024

Meditazione Va domenica di Quaresima B

 


Ricordiamo davanti a te, o Signore

Almeno 23 bambini nel nord della Striscia di Gaza sono morti per malnutrizione e disidratazione nelle ultime settimane, andando ad aggiungersi al crescente numero di bambini uccisi nella Striscia durante il conflitto in corso - circa 13.450 secondo quanto riportato dal Ministero della Salute palestinese, sottolinea l'Unicef nel suo comunicato.

Di certo, la strage c’è stata. Qualcuno ha sparato raffiche sulle centinaia di persone che si accalcavano attorno al convoglio che portava viveri nel nord della Striscia di Gaza dove ci sono 300mila palestinesi e si muore di fame. Sul terreno sarebbero rimasti 21 morti e 155 feriti.

Siria, Unicef: quasi 7,5 milioni di bambini hanno bisogno di assistenza umanitaria. Più di 650mila bambini sotto i 5 anni sono colpiti da malnutrizione cronica. Quasi la metà dei 5,5 milioni di bambini tra i 5 e i 17 anni non vanno a scuola. Sono sfollati più di 13 milioni di siriani, circa la metà della popolazione prima del conflitto

Migranti, Almeno 60 migranti morti in mare di fame e di sete.I racconti dei 25 sopravvissuti presi a bordo da Ocean Viking: morte alcune donne e un bimbo. Barca lasciata alla deriva 7 giorni tra la Libia e la Sicilia. Le Ong tedesche: ci impediscono i soccorsi. E altre 10 vittime del mare fra Tunisia e Canarie. L'Oim: "Almeno 215 i migranti già inghiottiti dal Mediterraneo dall’inizio di quest'anno".

'I gruppi armati reclutano i bimbi indigeni colombiani'. Le Nazioni Unite denunciano gli abusi dei gruppi armati contro i bambini indigeni in Colombia, reclutati con la forza fin dalla prima infanzia: alcuni piccoli tentano di suicidarsi, altri ci riescono, tutto per evitare di entrare nelle file dei criminali. I bambini vengono strappati alle loro famiglie anche a 6, 7, 8 anni.

In Ecuador gli indigeni respingono i progetti minerari del Governo. Le popolazioni indigene della provincia di Cotopaxi in Ecuador hanno annunciato nuove proteste contro lo sfruttamento minerario delle regioni dell'Amazzonia ecuadoriana.

Signore, abbi cura di noi: Kyrie eleison...

Aiutaci a custodire la speranza

Il messaggio di Papa Francesco al convegno tenuto a Roma sul problema della tratta: "La tratta di esseri umani è una piaga sociale" e "una forma moderna di schiavitù che viola la dignità della persona e i suoi diritti". Il Papa "incoraggia ad agire con responsabilità e determinazione per contrastare questo drammatico fenomeno globale che colpisce particolarmente donne e bambini vittime di conflitti, migrazioni e abusi di ogni genere".

A Scampia il 12 marzo si è tenuto l’incontro nazionale dei giovani in servizio civile. L’appuntamento annuale celebrato nella memoria di san Massimiliano di Tebessa, martire nel 295 d. C. per non essersi sottoposto al servizio militare a causa della sua fede. Il direttore di Caritas Italiana don Pagniello: ribadiamo il rifiuto della violenza e della guerra.

Acqua che salva la vita, parte la raccolta fondi di Oxfam. Nel mondo 1 persona su 4 non ha accesso all’acqua pulita. Una condizione che, sommata alla mancanza di igiene, causa la morte di 1.000 bambini al giorno. Con la raccolta fondi Oxfam intende portare acqua pulita, serbatoi, latrine, cibo e beni di prima necessità a migliaia di famiglie che vivono in condizioni di emergenza umanitaria.

***

Anche tu, Gesù, sei stato tentato di tornare indietro, di sottrarti alla tua missione: anche tu a chiedere nell'imminenza della notte orrenda, “che debbo fare? Fuggire?”. Tutto si può fare ma non fuggire al proprio destino. Solo che tutto si può compiere per amore. Amen

Ger 31, 31-34 Eb 5, 7-9

Gv 12, 20-33

Tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c’erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono:

«Signore, vogliamo vedere Gesù». 

Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose loro:

«È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato. In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà.

Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome». 

Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!».

La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato».

Disse Gesù:

«Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me». Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire.

***

Le parole e i gesti che hanno accompagnato Gesù, stanno per condensarsi in momento preciso: la sua ORA.

I vari momenti dell’esistenza possono essere raccontati separatamente gli uni dagli altri, ma se vogliamo coglierne il significato profondo, ovvero la relazione interna che li tiene unificati, occorre prestare attenzione a quel momento, o a quei momenti, in cui le differenti circostanze si condensano. A partire da queste condensazioni, è possibile intravedere ciò che tiene legate le differenti congiunture di una vicenda umana.

L’evangelista Giovanni chiama quel momento “L’ORA di Gesù”. È il momento ermeneutico di tutto ciò che precede e segue la sua vicenda, parole, gesti, segni… In particolare, il nostro brano segna l’inizio di quest’ORA.

La prima coordinata che il testo ci presenta è la FESTA, è la Pasqua. Un enorme afflusso di presenze si concentra nella città santa.

Il racconto è come strutturato all’interno di una tensione bipolare: la FESTA, che attrae persone diverse verso il tempio e Gesù che, innalzato da terra, attirerà tutto a sé. I racconti che precedono il testo testimoniano un crescendo, da un lato, di consenso attorno a Gesù e, d’altra parte, aumenta l’ostilità nei suoi confronti particolarmente da parte dei dirigenti. Infatti, il nostro brano è anticipato da una loro dichiarazione: “Ecco, il mondo è andato dietro lui”. E immediatamente, dei greci, quindi non giudei, chiedono a Filippo di entrare in contatto con Gesù.

All’interno di questa polarità avviene la manifestazione di Gesù, la sua ORA.

Leggendo il brano, non può sfuggirci una serie di paradossi.

  • Primo fra tutti, la prospettiva di una morte in croce - quando sarò innalzato – è una gloria, non una sconfitta.

  • Persone estranee alla tradizione giudaica – alcuni greci – vanno verso la festa, in realtà si muovono per vedere Gesù (qui il verbo vedere è più del semplice guardare, significa capire, comprendere accogliere …), ne sono già attratti. I greci si rivolgono a uno che porta un nome greco, Filippo, il quale, a sua volta, si rivolge ad Andrea, anche lui con un nome greco. Poi, i due insieme vanno da Gesù. Insomma, il contatto richiesto all'inizio non avviene in modo immediato. Forse Giovanni intende far capire che per la chiesa delle origini aprirsi al mondo extra giudaico non è avvenuto immediatamente, ma c'è voluta una certa riflessione. In ogni caso, l’attrazione che esercita Gesù sull’umanità è totale, è per tutti al di là di ogni forma di appartenenza culturale, sociale o religiosa.

  • Infine, la piccola parabola del chicco di grano, che muore per dare vita, è la sintesi della vicenda paradossale di Gesù e di coloro che lo seguono. Anzi, è la chiave interpretativa di ogni esistenza. Il seme ed il suo percorso è VITA, fecondità, crescita. Non serve un’analisi particolarmente complessa per intuirne la forza simbolica. È tuttavia drammatico se questo processo lo applichiamo alla vicenda di una persona perché implica un consumarsi, un perdere la vita, un morire.

A margine di questi pochi rilievi, ci sarebbe da domandarsi in quale misura la nostra esperienza di fede fa credito alla paradossalità del Vangelo. Sovente, nella vita concreta dei credenti e delle chiese sembra emergere piuttosto lo sforzo di un annuncio che va d’accordo con ciò che chiamiamo “buon senso”, in realtà si tratta di equilibrismo benpensante.

In questa cornice dell’ORA Gesù manifesta a tutti la sua “GLORIA”, giudei e greci (noi possiamo aggiungere: credenti e non credenti).

Se la nostra immaginazione intorno all’idea di GLORIA sconfina in qualcosa di trionfale e di sublime, è bene comprendere che per il Vangelo di Giovanni, la realizzazione di ciò che a uno sta veramente a cuore, insomma, lo scopo principale della sua vita per il quale uno è disponibile perfino a dare la via, a consumarsi per esso, quella è la sua GLORIA.

In Gesù, la sua GLORIA, ossia il desiderio profondo della sua vita coincide con lo stesso desiderio che sta a cuore al Padre: curare, guarire, liberare, perdonare, risuscitare, servire, amare l’umanità. È il sogno di Dio che Gesù manifesterà pienamente nel corso della lavanda dei piedi CHINANDOSI fino a dove l’umano è più terra terra, più basso, più sporco, più in difficoltà.

Tutto questo è straordinariamente annunciato nella piccola parabola del chicco di grano.

La prima polarità, quella della FESTA, trova la sua GLORIA nel vivere in funzione di se stessa.

Quante istituzioni, comprese quelle religiose, sono prigioniere di questa idea! È un modello assunto da molti, i quali, nel mettere se stessi al centro di tutto, credono così di realizzare il proprio progetto di vita. È la GLORIA mondana che ogni forma di potere cerca di attribuire a sé. Il chicco rimane si intatto, ma sterile.

Chi, invece, obbedisce all’attrazione di Gesù, nell’amore verso l’umanità, realizza la GLORIA DI Dio, cioè il sogno del Padre che Gesù ha svelato – Chi vuole collaborare con me, mi segua, e così, là dove io sono, sarà anche colui che collabora con me. Chi collabora con me il Padre lo onorerà. – Siamo ai fondamentali della mistica politica. I chicchi che muoiono, dunque, sono i discepoli e le discepole di Gesù la cui esistenza è piena di contatti, perché si lasciano spogliare dei loro privilegi; accettano di contaminarsi con le fragilità terrestri affinché il sottile strato di glutine che avvolge il germe nel chicco di frumento, marcendo, permetta alla vita del germe di sbocciare e svilupparsi in altri chicchi di grano.

Forse in questo tempo in cui prevale l’introversione e la preoccupazione di proteggere se stessi, si finisce per implodere e spegnersi dentro. Se, nonostante tutto, continuiamo a interessarci del bene di tutti, in noi non vincerà la tendenza depressiva.

Il paradosso della piccola parabola è più realista di quanto non possa sembrare: - Essere attaccati alla propria vita è distruggersi, disprezzare ciò che questo sistema mondano propone come garanzia di sicurezza è conservarsi per una vita definitiva.

La vera GLORIA-PASQUA- FESTA non è quella che all’inizio del brano veniva chiamata FESTA, quella vera è la totale autoconsegna di sè per tutti, Giudei e Greci, vicini e lontani.

È il nuovo paradigma che scalza il principio attivo del sistema oppressivo - ora il capo di questo ordinamento sta per essere cacciato fuori; infatti io, quando sarò innalzato da terra, trarrò tutti a me. Questo lo diceva indicando il genere di morte di cui stava per morire.

Il paradosso continua con notevole efficacia di contrasto perché, in realtà, ad essere cacciato fuori sarà Gesù. Questo è quanto emerge dalle evidenze del criterio mondano, però non così è il punto di vista di Dio. Per lui e per Gesù, la sua morte in croce non è il seguito di una sentenza di condanna che si consuma sulla croce, ma il compimento di un percorso motivato dall’amore.

E se tutto ciò è un giudizio, un punto di riferimento, un paradigma, sarà bene decidersi verso quale dei due poli decidiamo di lasciarci attrarre.


Salmo 50

Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro.

Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non scacciarmi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito.

Rendimi la gioia della tua salvezza,
sostienimi con uno spirito generoso.
Insegnerò ai ribelli le tue vie
e i peccatori a te ritorneranno.








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