Meditazione – 5a domenica di quaresima C
Ricordiamo davanti a te, o Signore
Torna il terrore in Israele: in una settimana 11 vittime in tre attentati in un attacco a Bnei Brak, sobborgo ortodosso di Tel Aviv.
l nuovo rapporto di Amnesty: Nel 2021 la comunità internazionale non è riuscita ad affrontare il moltiplicarsi di gravi conflitti che ha generato ulteriori instabilità e devastazioni di cui milioni di civili nel mondo hanno pagato il prezzo più alto.
Mentre si spostano in avanti le date per il rilascio dei permessi legati al Decreto flussi, l’Italia risulta essere il penultimo paese europeo per numero di permessi di soggiorno rilasciati per lavoro a cittadine e cittadini extracomunitari.
Il 1° aprile le forze di sicurezza dello Sri Lanka sono state dispiegate massicciamente a Colombo, capitale dello Sri Lanka, dopo una notte di scontri e violenze, con i manifestanti che hanno cercato di assaltare la casa del presidente per protestare contro la peggiore crisi economica dall'indipendenza.
Don Ozigi, parroco della chiesa di St Mary, nello stato del Niger, è stato rapito insieme ad altri 44 abitanti del villaggio da banditi la sera di domenica 27 marzo.
Don Maurizio Patriciello, il parroco al Parco Verde è sotto scorta
La decisione arriva dopo la bomba carta del 12 marzo sulla porta della sua parrocchia e le voci che si susseguono su un possibile “interessamento” di alcuni clan di camorra nei suoi confronti.
Incidenti sul lavoro a Lecce e nel Mantovano, muoiono due operai
Per questo ti chiediamo: “Prenditi cura di noi, Signore”: Kyrie eleison
Donaci di saper riconoscere e coltivare i segni di speranza
Papa Francesco esprime indignazione e vergogna per la colonizzazione. Incontra in udienza le delegazioni dei popoli indigeni del Canada ricevute durante la settimana in tre momenti diversi ed esprime il suo dolore per la tragedia dello sradicamento di tante persone e diverse famiglie dalle loro terre e culture.
I ragazzi di PizzAut cucinano per i poveri in Piazza San Pietro
Al termine dell'udienza con Papa Francesco, che ha incontrato i membri della Fondazione Italiana Autismo alla vigilia della giornata mondiale dedicata alla Consapevolezza dell'Autismo, alcuni ragazzi della Fondazione hanno preparato il pranzo per i poveri presenti al colonnato di Piazza San Pietro.Ucraina, una marcia di pace diretta a Leopoli per dire no alla guerra
Un convoglio di 70 mezzi per manifestare la volontà di pace e la solidarietà concreta verso i profughi ucraini. È l'iniziativa che vede la partecipazione di 200 persone in rappresentanza di oltre 100 organizzazioni della società civile italiana. La guerra è una follia e ciascuno di noi può fare qualcosa per fermarla. Le armi tacciano, che si torni al dialogo, che si faccia di tutto per cercare di trovare una soluzione, il più possibile condivisa e pacifica, alla guerra.Lo Zimbabwe ha iniziato a ridistribuire la terra inutilizzata che è stata concessa agli agricoltori neri durante le sanguinose riforme agrarie intraprese dal presidente Robert Mugabe nei primi anni 2000 come risposta all’eredità coloniale. L’esproprio forzato voluto da Mugabe nel 2000 mirava a riparare le disuguaglianze risultanti dalla colonizzazione britannica. Ma, in realtà, a beneficiare di questa redistribuzione sono state le élite vicine al potere.
Per la bontà che abita nel cuore umano e per coloro che non rinunciano alla speranza, a te la lode e la gloria, Signore: Misericordias Domini in aeternum cantabo
Effondi il tuo Santo Spirito sulla tua Chiesa, o Signore, affinché sappia dirti grazie con il cuore stesso dell'adultera e sentirci tutti come lei quando le dicesti: "Donna va' in pace". Amen
Is 43,16-21 Fil 3,8-14
Gv 8,1-11
1 Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. 2Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro. 3Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e 4gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. 5Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». 6Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo. Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. 7Tuttavia, poiché insistevano nell'interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». 8E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. 9Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani. Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. 10Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». 11Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch'io ti condanno; va' e d'ora in poi non peccare più».
***
Questo brano è un testo orfano perché si trova nel Vangelo di Giovanni ma, secondo alcuni esegeti, l’evangelista Giovanni ha poco a che vedere con esso. Per linguaggio e filone tematico è piuttosto più vicino alla tradizione del Vangelo di Luca.
Possiede tuttavia delle particolarità giovannee, come il porsi di Gesù in alternativa al Sistema-Tempio e il riferirsi alla cosiddetta “adultera” con il sostantivo “Donna”. Cinque volte troviamo nel Vangelo di Giovanni questa parola “Donna”: alle nozze di Cana, nell'incontro con la samaritana, qui al capitolo 8, al momento della croce ancora così si rivolge alla madre ed infine così viene chiamata Maria di Magdala quando lo incontra nel giardino come Signore risorto. Mi sembra tipico di Giovanni indicare con questo termine sia la comunità del popolo d'Israele, sia la comunità umana, l'umanità, sia la Chiesa. Quella “Donna” allora va considera, in dissolvenza, come l’immagine simbolica della comunità umana. Mi sembra fuorviante soffermarsi su una questione di genere.
Sullo sfondo di questo racconto sta il confronto sempre più teso e conflittuale tra Gesù e l’apparato teologico-religioso del tempio: Gesù o la religione della legge?
L’alternativa è proposta dall’autore in modo scenico nel presentare la persona di Gesù “seduto che ammaestrava” e tutto ciò all’interno di quello spazio religioso che è il tempio.
È dunque evidente l’intenzione teologica di chi scrive: Gesù è come Mosè, Gesù è il compimento del tempio, ossia il nuovo spazio esistenziale per incontrare Dio. D’accordo. Ma come?
Prima di tutto non va trascurato una particolarità di tipo cronologico: “di buon mattino”. Immediatamente attraverso questo particolare veniamo immessi nel clima pasquale della risurrezione, il clima della vita nuova. Tutti i racconti pasquali, dall’esodo a quelli del Nuovo Testamento, offrono sempre questa coordinata temporale “di buon mattino”, ossia quel momento in cui la notte sta per cedere il posto alla luce del giorno. Al di là della simbologia poetica, i testi descrivono l’esperienza esistenziale di un passaggio dalla cupa tristezza di una vita oppressa alla luminosa gioia di una vita liberata. Non dimentichiamo che la testimonianza dei Vangeli è concorde nel presentare così il nuovo e ottavo giorno della risurrezione. Dunque l’evangelista attraverso la narrazione di questo episodio intende metterci in contatto con la novità dell’esperienza cristiana.
Ogni religiosità impiantata sulla vecchia rigidità della regola senza partire dall’esistenza delle persone si manifesta ipocrita fin dall’inizio. È infatti la donna soltanto ad essere condotta nel centro di quell’assembramento per essere lapidata. Ma, fino a prova contraria, per commettere un adulterio occorre essere in due, tanto più se il fatto è stato registrato in flagrante. E il maschietto dove sta?
L’intenzione di un confronto tipo disputa è esplicita ed è pure sottolineata dal collocare nel centro la donna trovata colpevole. È infatti al centro che viene collocato l’oggetto della discussione sia esso una persona o un argomento o una cosa. (Quando, ad esempio, Gesù vuole dare la norma sulla piccolezza dei discepoli colloca al centro, ossia in mezzo a loro, un bambino quale misura di grandezza di coloro che fanno propria la logica del Regno).
Giungono dunque con pietre nelle mani e lui invece si sporca le mani con la terra: scrive per terra. Per terra, la stessa terra con cui Dio nell’atto creatore ha usato per impastare l’essere umano. L’uomo, l’umano, l’Adam, ossia il terreste.
Loro invece hanno solo le pietre. La stessa pietra su cui è stata scritta la legge: su tavole di pietra. Piano piano però, come afferma il profeta Ezechiele, anche il loro cuore è divenuto di pietra. Far funzionare cioè solo le dinamiche della pietra induce l’uomo a pietrificarsi, a diventare duro di cuore. Duro con gli altri e duro con se stesso nel senso di chiudere gli occhi perfino sulle proprie debolezze.
Gesù invece parla – scrive una legge – Parola che ha a che fare con l’essere umano – terra… la sua parola è una parola umana che accoglie le storie dure e sbagliate degli uomini e delle donne per rigenerarli a nuove prospettive di vita. Scrive per terra, non sulla pietra.
Il brano ci aiuta a comprendere la nostra stessa esistenza sotto il profilo dell’effetto terra o dell’effetto pietra. Vale a dire che intende educarci a comprendere che le pietre dei giudizi che coviamo dentro verso gli altri sono dei pesi anche per noi.
Infine, se all’inizio, attraverso la coordinata temporale del “mattino presto”, siamo stati indotti ad assaporare il clima pasquale, ora, alla fine il rimarco di tipo pasquale è affidato alla coordinata di ordine spaziale: Gesù si china e poi si alza. Si tratta dei movimenti tipi di abbassamento nella morte e di esaltazione nella risurrezione. Siamo in pieno mistero della pasqua. Mistero che è capace di rimettere in piedi e di riorientare ancora nella vita: “Va e non più peccare” Vai in modo sciolto e libero, senza pesi e condanne. È la parola che Gesù dice, non solo alla donna peccatrice ma anche alla donna – comunità – peccatrice, alla donna- umanità – peccatrice.
“Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?”. Nessuno, se ne sono andati. Si sono lasciati sfuggire una formidabile occasione, infatti, se fossero rimasti, una volta lasciate cadere le pietre, pure loro potevano presentarsi con le loro colpe, le loro ferite, i loro peccati e godere di un perdono che rimette sempre in piedi, un perdono che fa vivere nuovamente. Peccato, davvero peccato per loro essersene andati. Se ne sono andai in fila indiana, dal più vecchio al più giovane, eppure avrebbero avuto la possibilità di alleggerirsi; di slanciarsi verso un’esperienza di vita più sciolta; di dilatare la propria umanità.
Il Signore recupera e rilancia nella vita. Una religione (un tempio) che non è capace di reintegrare nella vita è insipida e superata.
Salmo 125
Quando
il Signore ristabilì la sorte di Sion,
ci sembrava di
sognare.
Allora la nostra bocca si riempì di sorriso,
la
nostra lingua di gioia.
Allora si diceva tra le genti:
«Il
Signore ha fatto grandi cose per loro».
Grandi cose ha fatto il
Signore per noi:
eravamo pieni di gioia.
Ristabilisci,
Signore, la nostra sorte,
come i torrenti del Negheb.
Chi
semina nelle lacrime
mieterà nella gioia.
Nell’andare,
se ne va piangendo,
portando la semente da gettare,
ma nel
tornare, viene con gioia,
portando i suoi covoni.




















































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