Meditazione domenica di Pasqua C - Monastero del Bene Comune

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domenica 17 aprile 2022

Meditazione domenica di Pasqua C

 


Bambina mia, non credere a chi dipinge l'umano

come una bestia zoppa e questo mondo

come una palla alla fine.

Non credere a chi tinge tutto di buio pesto e

di sangue. Lo fa perché è facile farlo.

Noi siamo solo confusi, credi.

Ma sentiamo. Sentiamo ancora.

Sentiamo ancora. Siamo ancora capaci

di amare qualcosa.

Ancora proviamo pietà.

(Mariangela Gualtieri)


Signore, inizia la nostra vera avventura: riuscire a credere che tu sei risorto, testimoniare che tu sei vivo. Perché credere alla risurrezione significa cambiare ogni cosa, cambiare modo di pensare, modo di vivere. Signore, donaci di credere. Amen


At 10,34. 37-43    Col 3,1-4 

Gv 20, 1-18


1 Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. 2 Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!». 3 Pietro allora uscì insieme all'altro discepolo e si recarono al sepolcro. 4 Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. 5 Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. 6 Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, 7 e il sudario - che era stato sul suo capo - non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. 8 Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. 9 Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.


***

Il materiale narrativo del c. 20 è organizzato in 4 sequenze: due nei pressi del sepolcro e due in casa.

Ognuno di essi è introdotto da una coordinata temporale che rende bene il senso pasquale sia della vicenda di Gesù come della sua Comunità.

Il polo d'attrazione del brano è il sepolcro, con tutto l'immaginario di oscurità, di delusione e di fallimento che tale luogo può evocare.

Il primo giorno della settimana Maria Maddalena si recò di buon mattino al sepolcro quando era ancora buio...”. Con queste parole il lettore viene reso partecipe del passaggio dall'oscurità alla luce, dalla perplessità alla fede, dall'angoscia alla visione tipicamente pasquali, secondo la narrazione biblica.

I personaggi esprimono differenti modalità di discepolato che si possono riscontrare nella stessa comunità ecclesiale, la quale perviene gradualmente a discernere la presenza del Signore vivente nella sua vita. Per quanto sta in essa, tutto ciò è l'esito di un lasciarsi scuotere; di una ricerca di segni di vita che scaturiscono proprio da ciò che sa di vittoria della morte. Maria, Pietro e il discepolo amato tutti corrono, si avverte quasi il fiatone. Una corrente d'ansia non consente l'immobilità.

È ancora buio, dice Giovanni, tuttavia non è una ragione per non cercare di capire, per non discernere, per non aprirsi all'inedito, oltre le deduzioni già elaborate. Eppure tutto è così evidente: la pietra è stata rimossa e il Signore è stato trafugato!

Inutile negarlo, questa è la dura realtà. Quante volte le profetesse e i profeti del vangelo vengono esortati al realismo. Il potere per il potere, il primato del denaro, la corruzione, la guerra, la prevaricazione dei forti e quant'altro sono sempre esistiti e sempre ci saranno si sentono redarguire dai maestri del realismo. Anche nella Chiesa c'è chi si fa beffe di coloro che osano scenari altri, più corrispondenti alle esigenze del Regno. Pietro e l'altro discepolo, avrebbero dovuto, secondo questo “sano realismo”, contenere l'agitazione di Maria; invitarla a sedersi, a riflettere, tanto, di fronte alla conclusione più radicale come quella del morire, che altro si può fare? Non è forse vero che ogni speranza di cambiamento è aspettata al varco dalla sua delusione? Infatti, quella morte sta lì a dimostrarlo inequivocabilmente! Quando il buio si ritrarrà, una triste evidenza, ahimè, sarà messa in luce: la sconfitta di Gesù è totale, ha perduto su tutti i fronti, perfino nel sepolcro non viene lasciato in pace, trafugato.

Impari la Chiesa, una volta per tutte, a rimanere al suo posto! Si occupi delle glorie del passato, elabori certezze dogmatiche assieme a qualche divieto, ripeta riti e gesti da non “turbare” il sonno delle coscienze! Questo continuano a proclamare anche oggi i cinici maestri di realismo.

Non sappiamo dove l'hanno posto”. Maria parla al plurale perché è voce di tutta la Comunità del vangelo: “Non sappiamo”. E allora, invece di bloccarsi, qualcosa li spinge ad alzarsi per cercare i segni dell'azione di un Dio che risponde con la vita alle situazioni di morte. Le Scritture, del resto, hanno sempre testimoniato che Dio agisce in questo modo.

Ognuno di loro col proprio ritmo si mette in cammino. Uno è pesante, l'altro ha la velocità dell'intuizione, l'altra la determinazione dell'amore, ma insieme s'accorgono che dal luogo che custodisce la morte s'è sprigionata la vita. Il discepolo amato intuisce che un furto non può lasciare le bende così ben piegate, né il sudario posto ordinatamente in disparte. “Vide e credette”? Si, vide e credette che questa è la via per discernere la presenza del Signore in mezzo ai suoi. Da allora il paradosso cristiano non ha smesso di suscitare quella serena inquietudine che apre le strade della ricerca.

Non avevano ancora compreso le Scritture, che egli cioè doveva risorgere dai morti”. Giovanni destina anche a noi quest'ultimo messaggio, affinché, nella frequentazione della Scrittura, possiamo discernere “i rovesciamenti” di un Dio che opera della salvezza nel segno contrario: laddove la morte ha il suo presidio egli apre brecce di vita, nella colpa accorda il perdono, nell'oppressione suscita liberazione, dove abbonda il peccato sovrabbonda la grazia, nell'omologazione la profezia. Davanti al Crocifisso i discepoli/e credono la risurrezione.

Salmo 117

Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre».

La destra del Signore si è innalzata,
la destra del Signore ha fatto prodezze.
Non morirò, ma resterò in vita
e annuncerò le opere del Signore.

La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.


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